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Accesso al credito: solo un`imprenditrice su tre chiede un finanziamento

 Accesso al credito: solo un`imprenditrice su tre chiede un finanziamento

La questione dell'accesso al credito è considerato come uno dei maggiori ostacoli per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile, infatti, secondo gli ultimi dati emersi dalla ricerca condotta da Confesercenti con SWG:

-la richiesta di finanziamenti finalizzati all’attività ha visto coinvolta solo un’imprenditrice su tre;

-tra le restanti, il 45% non ha fatto ricorso al credito perché non ne aveva bisogno

-più di una donna su cinque (il 22%) ha preferito rinunciare per non trovarsi di fronte ad un rifiuto.

Il dato sembra indicare l’esistenza di un circolo vizioso: meno credito viene erogato alle imprese femminili, meno credito viene richiesto, perpetuando la situazione di stallo. Da notare, invece, che il finanziamento risulta negato solo al 7% delle intervistate.

In tale contesto quale è stata la risposta delle istituzioni per promuovere l'accesso al credito da parte delle imprenditrici? L’ABI, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con le associazioni imprenditoriali di categoria maggiormente rappresentative delle imprese (Confindustria, Confapi, Rete imprese Italia, Alleanza delle cooperative italiane) ha sottoscritto il 4 giugno 2014 un Protocollo d’intesa, che prevede un quadro di interventi per favorire l’accesso al credito delle imprese femminili nelle diverse fasi del loro ciclo di vita ovvero della vita lavorativa delle libere professioniste. Il Protocollo è stato prorogato per ulteriori due anni, fino al 31 dicembre 2017, al fine di continuare la positiva esperienza e valorizzare ulteriormente le attività proficuamente avviate dalle banche e dalle parti firmatarie.

Il Protocollo prevede che ciascuna delle banche aderenti, metta a disposizione delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome uno specifico plafond finanziario, destinato alla concessione di finanziamenti, a condizioni competitive, lungo le seguenti tre linee direttrici:

“Investiamo nelle donne” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
“Donne in start-up” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese a prevalente partecipazione femminile ovvero l’avvio della libera professione;
“Donne in ripresa” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle Pmi e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

Tali finanziamenti potranno beneficiare della garanzia della Sezione speciale del Fondo di garanzia per le Pmi in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile o delle eventuali garanzie, pubblico o private, che le banche riterranno utile acquisire.
Il Protocollo prevede, inoltre, la possibilità che il rimborso del capitale dei finanziamenti erogati possa essere sospeso, una sola volta nell’intero periodo dell’ammortamento del finanziamento bancario e per un periodo fino a 12 mesi, nei seguenti casi:
• maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma;
• grave malattia dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma, ovvero del suo coniuge, o convivente, o dei figli anche adottivi;
• malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.

-La richiesta di sospensione dovrà essere corredata da un certificato di un medico abilitato all’esercizio della professione e, ove necessario, dallo stato di famiglia. 

-Le operazioni di sospensione determinano la traslazione del piano di ammortamento per un periodo analogo e gli interessi sul capitale sospeso sono corrispondenti alle scadenze originarie.

-Le operazioni di sospensione sono realizzate allo stesso tasso di interesse previsto nel contratto originario e senza la necessità di garanzie aggiuntive.

-La facilitazione non si applica alle imprenditrici socie di società di persone e di capitali a meno che queste ultime svolgano funzioni di natura gestionali fondamentali per la normale attività di impresa in relazione alla dimensione aziendale.

-La richiesta di sospensione può essere richiesta una sola volta nell’intero periodo dell’ammortamento del finanziamento bancario.


Protocollo d’Intesa: impegni delle banche aderenti

Gli Intermediari finanziari, con l’adesione al Protocollo, si impegnano:

-a costituire uno specifico plafond finanziario dedicato alla realizzazione delle iniziative previste nel Protocollo che dovrà essere reso noto tramite un apposita informativa sul proprio sito internet o mediante altri canali ritenuti opportuni;

-istituire un numero telefonico al fine di fornire adeguata informativa alle imprese femminili e alle lavoratrici autonome sui contenuti del Protocollo e sugli strumenti finanziari a disposizione della clientela femminile;

-realizzare sul proprio sito internet, se ritenuto opportuno, una specifica sezione dedicata alle imprese femminili e alle lavoratrici autonome;

-svolgere attività di comunicazione dell’iniziativa nei confronti della propria clientela, anche utilizzando materiale informativo messo eventualmente a disposizione dai sottoscrittori del Protocollo;

-comunicare al tavolo di monitoraggio costituito dai soggetti sottoscrittori del Protocollo le informazioni necessarie funzionali al monitoraggio dell’iniziativa.
 

I risultati del Protocollo

-Al 31 marzo 2016 hanno aderito al Protocollo d’Intesa 58 banche, pari a circa il 40% degli sportelli in Italia

-Le banche aderenti hanno stanziato in favore degli interventi previsti nel Protocollo un plafond complessivo pari a 1.452.000.000 euro

-Al 31 marzo 2016 sono stati erogati finanziamenti per circa 62 milioni di euro e altri 15 milioni di euro sono in fase di istruttoria (riferiti ai soli prodotti attivati nell’ambito del Protocollo)

-L’ammontare medio dei finanziamenti concessi è pari a 30.000,00 euro

-Le banche aderenti – nello stesso periodo di riferimento (dal 01/09/2014 al 31/03/2016) hanno erogato in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminili finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia per le PMI per complessivi 311.160.357 euro (circa il 21% del totale dei finanziamenti garantiti in favore di tali imprese)

-Al momento non vi è stata alcuna richiesta di «sospensione donna»

-Circa la metà delle banche aderenti ha realizzato sul proprio sito internet una specifica sezione dedicata alle imprese femminili e alle lavoratrici autonome

-Tutte le banche aderenti hanno attivato prodotti per la linea «Investiamo nelle donne», sia nella versione «ordinaria» che «agevolata» con l’intervento del Fondo di garanzia per le PMI. In alcuni casi sono stati applicati prezzi molto vantaggiosi grazie all’utilizzo della provvista della BCE.

-Il 90% delle banche ha attivato prodotti per la linea «Donne in start-up» e circa il 55% per la linea d’intervento «Donne in ripresa»

-Alcune banche convenzionate hanno inserito nelle loro proposte commerciali ulteriori prodotti rispetto a quelli previsti dal Protocollo d’Intesa. In particolare:

Servizi di credito
rimodulazione delle rate di finanziamento
sospensione totale (quota interessi e quota capitale) per un periodo di 12 mesi
sospensione della sola quota capitale per un periodo di 18 mesi
iniziative specifiche per le “donne in agricoltura”
iniziative specifiche per giovani imprenditrici
agevolazioni su operatività export

Servizi di incasso e pagamento
agevolazioni nell’apertura di conto correnti
agevolazioni per apertura del servizio POS
agevolazioni per l’utilizzo del servizio e-commerce

Servizi accessori
polizze assicurative dedicate

Promuovere l'imprenditoria femminile: le sinergie tra ABI e Ministero dello Sviluppo Economico

A partire dal 2014, l’ABI ha avviato una nuova operatività con il Ministero dello Sviluppo Economico attraverso la sottoscrizione di Convenzioni regolano l’erogazione delle agevolazioni pubbliche in favore delle imprese, effettuata anche a fronte di fatture ancora non pagate, attraverso la canalizzazione del contributo pubblico su un conto corrente vincolato, utilizzato dalla banca aderente per effettuare direttamente il pagamento dei fornitori:

-Investimenti innovativi per le Regioni Convergenza – D.M. 29 luglio 2014
Convenzione sottoscritta il 12 febbraio 2014

-Investimenti in Efficienza energetica – D.M. 5 dicembre 2013 (Bando 2013)
Convenzione sottoscritta il 22 aprile 2013

-Investimenti in Efficienza energetica – D.M. 21 aprile 2015 (Bando 2015)
Convenzione sottoscritta il 13 maggio 2015

-Sostegno alle start-up innovative (Smart & Start) – D.M. 24 settembre 2014
Convenzione sottoscritta il 28 aprile 2015

-Sostegno alle Imprese giovanili e femminili (c.d. Imprese a tasso zero) D.M. 8 luglio 2015, n. 140
Convenzione in fase di definizione 

Attività di promozione dell'imprenditoria, non solo femminile

Collaborazione tra le Banche e Cassa Depositi e Prestiti

L'ABI , nel corso di questi anni ha avviato diverse attività per facilitare l'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese che caratterizzano il tessuto italiano, attività non specificatamente di genere, ma rivolti a tutti, imprenditori e imprenditrici. Ad esempio la collaborazione tra le Banche e la Cassa Depositi e Prestiti: ad oggi sono state stipulate quattro convenzioni, che hanno visto circa 90.000 PMI finanziate, 200 banche aderenti, per un importo erogato pari a circa 16 miliardi di euro (Convenzioni del 28 maggio 2009; 17 febbraio 2010; 17 dicembre 2010; 1°marzo 2012). A queste va aggiunta l'ultima convenzione del 5 agosto 2014, Plafond Piattaforma Imprese per un importo erogato pari a 5,5 miliardi di euro e che prevede quattro sotto-platfond

-Plafond PMI (2 mld di euro, precedentemente allocati sul Plafond Crediti PA): provvista messa a disposizione da CDP alle Banche per il finanziamento di iniziative relative a investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione ovvero ad esigenze di incremento del capitale circolante delle PMI. Non sono ammesse le ristrutturazioni di debiti pregressi.

-Plafond MID (2 mld di euro): provvista messa a disposizione da CDP alle Banche per il finanziamento di iniziative relative a investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione ovvero ad esigenze di incremento del capitale circolante delle Imprese MID. Non sono ammesse le ristrutturazioni di debiti pregressi.

-Plafond Reti PMI (0,5 mld di euro): provvista Banca Europea degli Investimenti) Provvista messa a disposizione da CDP alle Banche per il finanziamento di iniziative relative a investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione ovvero ad esigenze di incremento del capitale circolante delle Reti di Imprese o delle PMI che abbiano sottoscritto un contratto di rete. Non sono ammesse le ristrutturazioni di debiti pregressi.

-Plafond Esportazione (1 mld di euro): provvista messa a disposizione da CDP alle Banche per consentire ogni tipologia di operazione di esportazione. Per finanziamenti oltre i 25 milioni di euro, la CDP potrà intervenire direttamente nelle operazioni in favore delle imprese, in cofinanziamento con il sistema bancario.

La Nuova Sabatini

Lo strumento agevolativo definito in breve “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, istituito dal decreto-legge del Fare (art. 2 decreto-legge n. 69/2013), è finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (PMI) per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese, definite in base alla disciplina comunitaria vigente (PMI), di tutti i settori produttivi che realizzano investimenti, anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature, nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali. Il Ministero dello sviluppo economico (MiSE) concede un contributo alle PMI, che copre parte degli interessi sui finanziamenti bancari (con provvista CDP o altra provvista), in relazione agli investimenti realizzati.Il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni.Le banche, aderenti alle convenzioni MiSE-ABI-CDP potranno concedere i finanziamenti fino al 31 dicembre 2016.Le PMI beneficiano del contributo e del finanziamento che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, fino al massimo previsto dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario con priorità di accesso.

Il rapporto tra impresa richiedente e la banca convenzionata è una componente essenziale, infatti la concessione del contributo è condizionata all’adozione di una delibera di finanziamento (art. 4 del DM 25 gennaio 2016).
La domanda di agevolazione va presentata alle banche. L’ordine cronologico di presentazione al Ministero per la prenotazione del contributo pubblico da parte della banca è quello che verrà preso in considerazione ai fini della priorità per l’assegnazione del contributo pubblico.
 

Caratteristiche del finanziamento:

-durata massima 5 anni dalla data di stipula del contratto di finanziamento, comprensiva del periodo di preammortamento o di prelocazione della durata massima di dodici mesi.

-ammontare compreso tra 20 mila euro e due milioni di euro, anche se frazionato in più iniziative per ciascuna impresa beneficiaria

-copertura fino al 100 per cento delle spese ammissibili.

Tasso di interesse:

Il tasso interesse applicato dalla banca è influenzato dal costo della provvista (CDP o altra fonte) vigente al momento della concessione del finanziamento, dal grado di rischiosità dell’impresa richiedente e dalla presenza di eventuali garanzie, sia pubbliche che private. Non esiste alcuna correlazione tra il tasso di interesse applicato dalla banca e il contributo che viene concesso dal Ministero, che è calcolato in base all'ammontare dell'importo di finanziamento.

Le moratorie a sostegno delle PMI

A partire dal 3 agosto 2009, l’ABI e le principali Associazioni imprenditoriali hanno definito 5 iniziative in favore di PMI economicamente sane (“in bonis”) sebbene con problemi di «tensione finanziaria»,prevedendo la possibilità per queste ultime di richiedere operazioni di:

-sospensione della quota capitale delle rate dei mutui e dei canoni delle operazioni di leasing immobiliare/mobiliare;

-allungamento della durata dei mutui e delle scadenze delle anticipazioni bancarie e del credito agrario di conduzione ex art. 43 del TUB;

-concessioni di finanziamenti in favore delle imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale.

I risultati degli accordi di moratoria in Italia, ad aprile 2016 sono: oltre 452 mila operazioni di sospensione di mutuo,per un debito residuo totale di oltre 124 mld di euro, fornendo liquidità addizionale alle PMI per oltre 24,6 mld di euro (in termini di quote capitale sospese).

Accordo per il credito 2015

Il 31 marzo 2015 è stato sottoscritto il nuovo «Accordo per il credito 2015» che si articola nelle seguenti tre iniziative e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2017:
-Imprese in Ripresa: sospensione e allungamento dei finanziamenti
-Imprese in Sviluppo: finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento e rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese 
-Imprese e PA: smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione

Per quanto riguarda specificamente l’iniziativa «Imprese in Ripresa», lo schema operativo è sostanzialmente analogo a quello previsto dagli accordi realizzati in passato dall’ABI.
Rispetto al passato, il nuovo accordo ha dovuto tuttavia subire alcune variazioni in considerazione delle nuove regole in tema di «attività bancarie deteriorate»; regole che determinano la necessità per le banche di effettuare maggiori accantonamenti di capitale a fronte delle operazioni di sospensione e allungamento dei piani di ammortamento dei finanziamenti, in particolare nei confronti di imprese in difficoltà. 
Di conseguenza, le operazioni di sospensione sono realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario qualora: i) la PMI richiedente non registri difficoltà nel rimborso del prestito;

ii) il finanziamento per il quale si chiede la sospensione sia assistito dalla copertura del Fondo di Garanzia per le PMI (o di altra garanzia equivalente) ovvero la stessa possa essere acquisita ex novo sulla medesima operazione.
Negli altri casi, la banca potrà valutare una eventuale variazione del tasso d’interesse che non dovrà comunque superare i 75 punti base.  Per quanto riguarda le operazioni di allungamento dei mutui, la banca valuterà l’eventuale variazione del tasso d’interesse che, in caso di incremento, non potrà comunque essere superiore all’aumento del costo di raccolta della banca rispetto al momento dell’iniziale erogazione e a quello derivante dalla concessione della misura agevolativa. L’incremento del tasso d’interesse non potrà di norma superare il livello di 100 punti base per le imprese che non presentano difficoltà di rimborso del prestito e per quelle che manifestino tali difficoltà.
In generale, le operazioni di sospensione e allungamento dei mutui possono essere richieste solo per finanziamenti che non abbiano beneficiato di analoghe misure (ad accezione di quelle previste dalla ex legge) nei 24 mesi precedenti.

Il Forum di dialogo tra Abi e le Associazioni imprenditoriali per la misura delle variabili qualitative

L’informazione è il pilastro fondamentale sul quale costruire e sviluppare il rapporto tra banche e imprese, anche alla luce della regolamentazione di Basilea sui requisiti prudenziali di capitale per le banche (c.d. “Accordo di Basilea 2); la recente congiuntura non favorevole ha fatto peraltro emergere la necessità di rafforzare la componente «qualitativa» nel patrimonio informativo necessario a una corretta valutazione delle dell’imprese, al fine di cogliere meglio il suo possibile andamento prospettico. Con l’obiettivo di valorizzare maggiormente questa tipologia di informazioni è stato costituito in sede ABI, secondo quanto previsto dall’Accordo per il Credito 2015, il Forum di dialogo tra l’Associazione Bancaria Italiana e le Associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative del Paese, con l'obiettivo di definizione della modalità più corretta per introdurre alcuni indicatori di misurazione  delle variabili qualitative nel rapporto tra la banca e l’impresa.

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