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Al via la direttiva sulla distribuzione assicurativa

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Siamo davanti ad un cambio epocale nel modo di intendere l’assicurazione privata, non solo in Italia ma anche in Europa. Le prime avvisaglie di cambiamento, con sottolinea l'avv. Alessandro Bugli del Centro e Ricerche Itinerari Previdenziali e dello Studio legale Taurini & Hazan, vi sono state con l’introduzione della Solvency II, la Direttiva dell’Unione Europea 2009/138/CE, che ha avuto lo scopo di estendere la normativa di Basilea II al settore assicurativo.
Ma il passo decisivo è stata la direttiva 97/2016, la IDD, (c.d. Insurance Distribution Directive – vedi allegato) riguardante la distribuzione assicurativa,  che profila un cambiamento  completo del settore. Questa direttiva, segue quella del  2002/92 del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di intermediazione assicurativa (IMD1), che aveva cercato di armonizzare il mercato dell’intermediazione di soluzioni assicurative, garantendo medesima tutela a tutti i soggetti, che in qualsiasi nazione d’Europa, si trovassero nell’esigenza di acquistare un prodotto assicurativo del ramo danni (Rca auto ad esempio) o ramo vita. 
In Italia la dinamica del settore è sempre stata fortemente legata ad una concezione molto tradizionale di intermediazione, dove, almeno per il ramo danni, l’agente è sempre stato una figura centrale nel collocamento di prodotti assicurativi.

Ma con l’arrivo di Internet, tutto è stato rimesso in discussione: entrano a peino titolo nella definizione  di distributori assicurativi, anche i nuovi intermediari cosiddetti “aggregatori”, cioè siti Internet che permettono una comparazione immediata, veloce e per caratteristiche di premio e di servizio, più soluzioni assicurative diverse tra loro, in base alle esigenze dell’utente.
In tal senso anche la regolamentazione ha subito un miglioramento, specie per quanto riguarda il modo  di presentarsi  di questi intermediari alla clientela finale, stando attenti a garantire loro che chiunque gli presenti una soluzione assicurativa , anche il produttore di beni e di servizi,  rispetti tutte quelle  regole di trasparenza, e valutazioni di adeguatezze, intesa come valutazione della effettiva corrispondenza  tra servizio assicurativo acquistato ed esigenza assicurativa che stava a monte di questa richiesta, per far si che il consumatore finale, in questa nuova logica, definita “Consumercentrica”, non rimanga priva di tutela.
Si estende quindi il concetto di compenso, si amplia lo spettro soggettivo, si disciplina la vendita abbinata  di beni e servizi con le assicurazioni, prevedendo un diritto ad acquistarli separatamente.
Tra le tantissime novità vi è anche la governance di prodotto: le compagnie dovranno redigere una sorta di politica per iscritto nella presentazione di qualsiasi prodotto al mercato, per chiarire chi è il target di riferimento, le caratteristiche di prodotto, come bisogna intervenire: una tutela del consumatore che quindi non è solo ex post ma anche ex ante.

 

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