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Alessandro Roncaglia: la Commissione parlamentare sulla concorrenza

Il convegno "Mercato e Concorrenza", svoltasi presso l'Accademia dei Lincei, prende spunto dalle testimonianze presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla concorrenza del 1962, di diversi illustri economisti, come Ernesto Rossi, Sylos Labini, Lombardini e altri. 

Nel corso di tale audizione viene proposta una visione di  ampio spettro sia del funzionamento dell'economia nell'epoca, sia del programma di quello che si sarebbe potuto fare. Gli anni '60 erano anni di grande attesa di interventi radicali, di ristrutturazione dell'economia italiana. Rispetto al rapporto tra concorrenza e funzionamento dei mercati gli economisti che hanno testimoniato alla Commissione, era quasi tutti orientati verso un'impostazione classica dell'economia, come libertà di ingresso di nuove imprese in un settore, una concezione dinamica della concorrenza che si è un po' persa nei decenni successivi, in cui lo sviluppo della legislazione antitrust, della giurisprudenza, e anche l'acquisizione in Italia delle norme comunitarie è andata più nella direzione della concezione marginalista-neoclassica, cioè della numerosità delle imprese.

Non si pone il problema del collegamento tra concorrenza e acquisizione di potere economico e politico, che costituisce una barriera all'ingresso di nuove imprese. Tali barriere, possono venire anche da aspetti tecnici come l'esistenza di forti economie di scala, per cui si può entrare in un mercato solo con impianti molto grandi che danno vantaggio sui costi e in questo caso la non concorrenza non dipende da quello che  fanno gli imprenditori del settore, ma da qualcosa che esiste nella realtà e che va affrontato settore per settore, analizzato in cosa consistono queste barriere e vedendo cosa si può fare per superare queste barriere alla concorrenza.

In alcuni casi, come nel settore dell'energia elettrica, esempio all'epoca di oligopolio, si ritiene che l'unica possibilità di uscita sia quella della nazionalizzazione delle imprese del settore. 

La politica della concorrenza che esce da questo ragionamento, è una politica articolata, che non può darsi delle regole generali, ma deve considerare di caso in caso  quali sono i problemi concreti esistenti e cosa si può fare: qualcosa di molto diverso da quello che sta succedendo con la giurisprudenza dell'Antitrust che, nella ricerca di regole giuridiche uniformi per le sue decisioni, finisce con il pretendere che tutti i casi di violazione della concorrenza, rientrino in alcune tipologie molto specifiche e questo sta vincolando il funzionamento del settore della politica per la concorrenza.

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