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Altre Afriche. Racconti di paesi sempre più vicini

Il nostro futuro di europei dipende dall'Africa. Nel clima eccitato dall’allarme sull’“invasione” dei migranti tendiamo a vedere l’interdipendenza euro-africana come una catastrofe incombente, un’apocalisse. Andrea de Georgio, all'interno del suo libro "Altre Afriche. Racconti di Paesi sempre più vicini", edito da Egea, vuole porsi come antidoto alle semplificazioni mediatiche, ai bombardamenti di propaganda che di quelle terre insieme affascinanti e terribili ci offrono un’immagine distorta, riflessa nel nostro specchio eurocentrico.

Secondo l'autore, dopo i suoi,  oltre sei anni di permanenza nel territorio, definisce l'Africa non povera, ( come l'immagine che spesso viene promanata dai media) ma impoverita da politiche di aggiustamento strutturale della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e da lobby economiche internazionali, come le multinazionali, che sfruttano le materie prime presenti nel territorio africano, accaparrandosi terre e corsi d'acqua. 

Paesi come il Senegal e la Costa d'Avorio sono paesi costieri che negli ultimi anni hanno registrato un vero e proprio boom economico, con una crescita del Pil tra l'8 e i 12% su base annua  e questo ha attirato molti investitori stranieri come la Turchia, l'India, il Sud Africa, il Canda, l'Australia, la Cina, la Russia.  Inoltre il 21 marzo 2018, 44 Paesi africani hanno siglato a Kigali in Ruanda un accordo per creare una Zona di libero scambio (Zlec), Il più grande spazio di libero mercato al mondo dopo la nascita del WTO e che avrà tantissime conseguenze positive per lo sviluppo economico del continente. 

"Giovani e vecchi, uomini e donne, ricchi e poveri di oggi che osservano il nostro Eldorado dagli schermi di televisori, telefonini e computer- scrive l'autore- e che in qualche modo vogliono interagire con il suo luccicare ingannevole, oltre il muro. Un gioco di specchi a cui non possiamo più sottrarci, ora che i due più orrendi spauracchi dell’Occidente ci vengono agitati in faccia senza sosta da media e politici: il terrorismo e le migrazioni. Due fenomeni distinti ma con radici geopolitiche comuni, piantate (anche) in Africa subsahariana".

 

 

Andrea de Georgio, giornalista freelance (Premio Cutuli 2011, Premio Leviti 2017), dal 2012 vive in Mali, dove lavora per media nazionali e internazionali tra cui CNN, Al Jazeera, RaiNews24, Radio3Mondo, Limes, Internazionale, Pagina 99, Nigrizia. È Ispi associate research fellow. Per OIM, agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni,nel 2016 ha realizzato con Luca Pistone il documentario Odysseus 2.0. Nel 2017 ha partecipato a Diverted Aid, progetto internazionale di giornalismo investigativo sull’utilizzo dei fondi fiduciari europei per lo sviluppo dell’Africa, finanziato dall’European Journalism Center

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