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Banche, al via le domande per i rimborsi: facciamo il punto con Federconsumatori

Dal  22 luglio è disponibile sul sito del Fondo Interbancario tutela depositi del comparto bancario (Fitd) il modulo standard per la presentazione dell’istanza di indennizzo per gli investitori che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 22 novembre 2015 n. 183, con il quale è stato disposto l’avvio della risoluzione nei confronti della Banca delle Marche spa, della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, della Cassa di Risparmio di Ferrara e della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle quattro banche.

L’istanza di erogazione dell’indennizzo forfettario, a pena di decadenza, deve essere presentata al FITD entro 6 mesi dal 3 luglio 2016, data di entrata in vigore della legge di conversione del d.l. n. 59/2016 il cosiddetto decreto banche, nella quale viene attribuito al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) il ruolo di gestore del Fondo di solidarietà istituito dall’art. 1, comma 855, della Legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015).

L’istituzione del Fondo di solidarietà, è finalizzata all’erogazione di prestazioni in favore degli investitori che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 22 novembre 2015 n. 183, con il quale è stato disposto l’avvio della risoluzione nei confronti della Banca delle Marche spa, della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, della Cassa di Risparmio di Ferrara e della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle quattro banche.
 
Possono presentare istanza, ai sensi dell’art. 9, gli investitori che hanno acquistato gli strumenti finanziari entro la data del 12 giugno 2014 e che li detenevano alla data della risoluzione delle Banche in liquidazione, al ricorrere di una delle seguenti condizioni:
 
a) patrimonio mobiliare di proprietà dell’investitore di valore inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2015;
b) ammontare del reddito complessivo dell’investitore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche nell’anno 2014 inferiore a 35.000 euro.
 
L’indennizzo forfettario è pari all’80% del corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari di cui all’articolo 8, al netto di oneri e spese e la differenza, se positiva, fra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un BTP equivalente, come definito ai sensi dell’art. 9, comma 3.
 
Dalla ricezione dell’istanza decorre il termine di 60 giorni previsto dalla legge ai fini della liquidazione dell’indennizzo (art.9, comma 9).
 
La presentazione dell’istanza di erogazione forfettaria non consente il ricorso, alternativo, alla procedura arbitrale di cui all’art. 1, commi da 857 a 860, della Legge di stabilità per il 2016 (art. 9, comma 6).
Corrispondentemente, l’attivazione della procedura arbitrale di cui sopra preclude la possibilità di esperire la procedura di erogazione forfettaria (art. 9, comma 10). Rientra nella esclusiva valutazione dell’istante l’accesso alla procedura di erogazione forfettaria ovvero adire la procedura arbitrale; quest’ultima potrà essere altresì adita – ai sensi dell’art. 9, comma 10, del Decreto 59 – dall’investitore in strumenti finanziari acquistati successivamente al 12 giugno 2014.
 
 

La tutela dei risparmiatori da parte di Federconsumatori

All'indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento che ha aperto la strada agli indennizzi, il Vice Presidente Federconsumatori Sergio Veroli, sottolinea:"Abbiamo partecipato ad incontri e confronti sia con Roberto Nicastro, l'AD delle 4 banche salvate, ovvero Nuova Banca Etruria, Nuova Banca Marche, Nuova CariChieti e Nuova CariFerrara, sia con il Fondo Interbancario Tutela Depositi, al fine di agevolare l'iter dei rimborsi e di chiarire alcuni aspetti rilevanti che potevano creare dubbi per ottenere il previsto indennizzo".

Tra le questioni poste dall'associazione dei consumatori, per la quale è stato ottenuto quanto richiesto, è quella relativa all'allargamento della platea dei possibili richiedenti: mentre prima avevano diritto al rimborso solo i sottoscrittori delle obbligazioni, ora tale diritto spetta a tutti i cointestatari del conto (ovviamente qualora posseggano i requisiti necessari).
Inoltre l'associazione ha chiesto e ottenuto la semplificazione e l'incremento delle modalità di trasmissione e inoltro delle domande di rimborso, via raccomandata, ma anche via pec e tramite un apposito form sul sito del Fondo Interbancario Tutela Depositi.

Ma ancora sono diverse le richieste avanzate da Federconsumatori, non ancora risolte, come l'accelerazione delle procedure per consentire l'avvio dell'arbitrato,  per dare finalmente piena libertà di scelta ai risparmiatori su quale percorso intraprendere:"È intollerabile che, a quasi un anno di distanza, ancora non sia stata resa operativa tale procedura.

Inoltre, nell'ambito di tali incontri, in relazione alla vendita degli istituti bancari abbiamo rivendicato soluzioni che salvaguardino da un lato i lavoratori e l'economia locale, dall'altro gli azionisti. Nel dettaglio, per questi ultimi proponiamo alcune soluzioni, ad esempio un warrant: ovvero il diritto di convertire le vecchie azioni nelle azioni delle nuove banche (con modalità e criteri da definire insieme)".

Comitato Vittime Salva banche: i rimborsi riguarderanno solo 4mila bondholder

Secondo le stime del Comitato Vittime del Salva banche i rimborsi riguarderanno "circa 4mila bondholder rispetto ai 12.500 stimati come acquirenti dei titoli", indica a Radiocor la presidente del Comitato Letizia Giorgianni. Le procedure di rimborso sono state affidate al Fondo interbancario di tutela dei depositi ma la macchina non e' ancora pienamente in funzione 'ad oggi non e' arrivato nessun rimborso', afferma Giorgianni dopo l'incontro tenutosi il 9 settembre, nella sede del Fondo presieduto da Salvatore Maccarone. Dall'incontro e' emerso che chi presenta la domanda per il rimborso viene automaticamente escluso dall'arbitrato e, inoltre, che dall'interpretazione della legge fatta dal Fidt sono esclusi dal rimborso quei risparmiatori che hanno acquistato i bond delle quattro banche finite in risoluzione nel novembre scorso 'non in contropartita diretta' ossia quelli acquistati dal cliente di una banca diversa da quella che li ha emessi.

 

Procedura per la richiesta di indennizzo

Per la presentazione dell’istanza, l’investitore può compilare il “Modulo standard di richiesta dell’indennizzo forfettario” e allegare, ai sensi dell’art. 9 comma 8, i seguenti documenti (Allegati):

-il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati;
-i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto;
-l’attestazione degli ordini eseguiti;
-una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare (scarica), calcolato ai sensi dell’art. 9, comma 2, ovvero sull’ammontare del reddito (scarica) di cui al comma 1, lettera b) dello stesso articolo, con le modalità previste dall’art. 9, comma 8, lettera e), comprendente espressa dichiarazione di consapevolezza che chiunque rilasci dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 46 D.P.R. n.445/2000.


Devono essere, altresì, allegati i seguenti documenti:

-copia di un documento di identità in corso di validità;
-copia del mandato o della procura conferita, nel caso in cui l’istanza sia presentata al FITD tramite Associazioni di Consumatori, Studi legali o altri intermediari;
-estratto conto titoli al 31 dicembre 2015;
-In caso di successione: certificato di morte e dichiarazione di accettazione dell’eredità.


Modalità di invio:

L’invio dell’istanza di indennizzo forfettario può avvenire in tre modi:

-tramite il sito web;

-tramite raccomandata A/R, inviando il Modulo e gli Allegati al seguente indirizzo:

C/A: Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi – Gestione Fondo di solidarietà
oggetto: Istanza di indennizzo forfettario
indirizzo: Via del Plebiscito 102, Roma, 00186

-tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), inviando il Modulo e gli Allegati all'indirizzo fondo.solidarieta@legalmail.it.


Gli investitori potranno verificare in ogni momento lo stato della propria pratica accedendo all’Area Riservata del Sito.
Per ulteriori informazioni è possibile inviare una mail all’indirizzo fondo.solidarieta@fitd.it o telefonare al numero 06 69202359.
Il Fondo terrà conto delle richieste di chiarimento pervenute, predisponendo un’area del sito in cui verranno riportate le domande e le richieste di chiarimento ricorrenti.
Si precisa, infine, che nel corso dell’esame delle richieste di indennizzo, il Fondo non potrà fornire informazioni circa l’entità dell’indennizzo stesso. 

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