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Christine Lagarde, FMI: "Ecco come le donne migliorano il sistema economico"

In Europa le corrette politiche nazionali, anche quando prendono in considerazione le preferenze personali delle donne, hanno la capacità di rafforzare la loro partecipazione nella forza lavoro e migliorare le loro chance a salire i vertici delle società. Questo è quanto emerso da uno studio realizzato dal Fondo Monetario Internazionale, che ha esaminato le pratiche di più di due milioni di società in trentaquattro paesi in Europa. Più donne partecipano ai vertici decisionali di una società e nei consigli di amministrazione, più la società prospera. Una donna in più nei vertici decisionali o nei consigli di amministrazione di tante società può far crescere gli asset di una società da otto a tredici punti di percentuale. L’alta redditività potrebbe supportare investimenti e produttività—un altro canale attraverso il quale la presenza di più donne nella forza lavoro può migliorare il potenziale di crescita dell’economia europea e correggere l’attuale rallentamento della crescita economica. I risultati sono chiari: aumentare la partecipazione delle donne serve a migliorare gli utili societari. 

Maggiore partecipazione delle donne nella forza lavoro

Nel corso degli ultimi trent’anni, milioni di donne in Europa sono entrate nella forza lavoro. Dal 1980, paesi come la Spagna e l’Irlanda hanno visto raddoppiare la percentuale di donne che lavorano – dal 40% a più dell’80% nel caso della Spagna. In diversi paesi del nord e in quelli dell’Europa orientale, oggi le donne lavorano alla stessa stregua degli uomini. Allo stesso tempo, la diversità di genere che le leggi spesso richiedono nei consigli di amministrazione delle società, aiuta le donne a salire i vertici dei consigli di amministrazione e raggiungere posizioni in cui possono prendere importanti decisioni – al momento le donne detengono quasi un quarto dei posti ai vertici decisionali e dei consigli di amministrazione nelle grandi società. Eppure l’obiettivo rimane quello di incoraggiare più donne nella forza lavoro. In quasi tutti i paesi europei, le donne sono considerevolmente meno attive degli uomini nel mercato del lavoro. Anche le donne che lavorano, spesso lavorano meno che a tempo pieno. E anche se le donne di età fra i venticinque e cinquantaquattro anni rappresentano quasi la metà della forza lavoro europea, la loro rappresentazione nei vertici delle società rimane considerevolmente al di sotto di quella degli uomini.

Le politiche giuste da applicare

Chiaramente le preferenze personali delle donne e i loro atteggiamenti verso il lavoro, sono fattori importanti nel determinare la loro decisione di entrare nella forza lavoro. Ciò è particolarmente vero in Europa, dove oggi le donne non hanno restrizioni legali contro il diritto al lavoro, hanno lo stesso livello di educazione degli uomini ed hanno meno figli da accudire – e per di più, non subiscono più le restrizioni sociali di una volta. La ricerca del FMI, dimostra che le politiche hanno un importante impatto sulla scelta da parte delle donne di cercare lavoro:  decisioni delle donne a cercare lavoro anche dopo che si sono prese in considerazioni le caratteristiche personali di scelte e preferenze per il lavoro. La disponibilità di sufficienti servizi di asilo nido,  di congedo parentale, sono tutti fattori che possono allargare le possibilità di decidere le modalità di lavoro per le donne.

L’intera economia beneficia della presenza delle donne nella forza lavoro

Non sono solo le donne a ricavarne un beneficio economico dal loro lavoro. Incoraggiare più donne ad entrare o tornare nella forza lavoro, comporta benefici all’economia dell’intero paese in due modi importanti:
- più donne nella forza lavoro significa espansione del lavoro stesso. Se le donne scegliessero di partecipare nel mercato del lavoro allo stesso tasso di partecipazione degli uomini, la forza lavoro in Europa potrebbe aumentare del 6 percento. Se scelgono anche di lavorare un numero di ore pari a quello degli uomini, la forza lavoro potrebbe crescere del 15 percento.
- la prevalenza d’impiego femminile a tempo pieno, implica la speranza di una maggiore partecipazione delle donne in posizioni decisionali ai vertici delle società. E lo studio del Fmi conferma che più donne ai vertici decisionali delle società e nei consigli di amministrazione, è associato direttamente ad una migliore performance finanziaria della società, il che permetterebbe alle società di fare maggiori investimenti a livello aziendale e nella produttività, tutte innovazioni che servirebbero a mitigare il rallentamento del potenziale della crescita economica in Europa. Il rapporto positivo fra più donne in posizioni decisionali delle società e la redditività di quell’impresa, si allarga ancora di più, afferma lo studio, in quei settori a prevalenza femminile, come i settori dei servizi ad alto contenuto d’informazioni e nei settori manifatturieri ad alta tecnologia.  

"Nel celebrare quindi le conquiste delle donne nella forza lavoro europea,-commenta Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo monetario internazionale-dobbiamo anche riconoscere che il viaggio è ancora lungo. I potenziali benefici sono tanti e non dobbiamo perciò farci sfuggire l’opportunità".  

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