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Confesercenti: in due mesi chiuse 29mila imprese

Tra gennaio e febbraio di quest'anno, secondo l'Osservatorio Confesercenti, i settori del commercio, del turismo e dell'intermediazione commerciale hanno registrato complessivamente oltre 29mila cessazioni per un saldo negativo finale di 17.723 unità. In totale le aperture nei tre comparti, infatti, sono state appena 11.413, il dato più basso, per quanto riguarda il primo bimestre, degli ultimi 40 anni. In particolare da sottolineare la chiusura soprattutto da parte di donne e imprenditori over 50, mentre ad aprire con maggior frequenza, soprattutto giovani e stranieri. A ciò si aggiunge il saldo negativo anche del commercio su area pubblica, il cosiddetto 'ambulante' con un -529 e il comparto dell’e-commerce con un saldo negativo di -389 imprese. Nei settori tradizionalmente legati al turismo, invece, è la ristorazione a soffrire più di tutti, con un saldo tra aperture e chiusure di -2.289 unità. Segue il comparto dei servizi bar, che nei primi due mesi dell'anno vede scomparire 2.041 esercizi. Più di 34 al giorno. Seguono Torino (-425) e Milano (-297). Tra le cause addotte da Confesercenti su tale saldo negativo, pesano la riduzione dei consumi, che non accenna ad arrestarsi e propone come priorità il taglio del cuneo fiscale.Il costo del lavoro in Italia è il più alto d'Europa e penalizza le imprese italiane, secondo Marco Venturi, presidente di Confesercenti. Tutto ciò è incrementato dalla congiuntura economica negativa in corso.

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