Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Crisi, disuguaglianze e povertà

Tra gli effetti maggiori che sono stati provocati dalla crisi economica in Italia, vi è sicuramente l’aumento delle disuguaglianze, da un lato accentuando quelle già esistenti, dall’altra in parte modificandole, come sottolinea la sociologa e filosofa Chiara Saraceno, honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino.
In questi anni vi è stato un forte aumento della povertà assoluta, con un abbassamento del reddito della popolazione, che ha riguardato molto di più i poveri rispetto al ceto medio o ai più ricchi, dove invece possiamo osservare un fenomeno di polarizzazione. L’incidenza della povertà assoluta, così come definita dall’Istat, “è calcolata sulla base di una soglia corrispondente alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, è considerato essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile”.
Anche le disuguaglianze di tipo territoriale sono molto aumentate, sottolinea Saraceno, non solo per effetto diretto della crisi, ma soprattutto per effetto delle politiche di austerity che hanno molto ridotto gli investimenti nel Mezzogiorno, acuendo gli effetti del venir meno dell’occupazione: c’è il rischio che gli effetti della crisi, combinati con gli effetti che sulla crisi hanno avuto le politiche pubbliche, rendano la situazione molto più grave e anche più difficile.
Uno degli indicatori preoccupanti da questo punto di vista, è che la crisi ha aperto un divario tra le generazioni, colpendo soprattutto quelle più giovani: mentre gli anziani hanno mantenuto il loro reddito e a volte lo hanno anche migliorato e la loro incidenza tra i poveri assoluti è rimasta stabile in questi anni, raggiungendo le circa 500 mila unità, l’incidenza della povertà assoluta tra i minorenni e i giovani fino ai 34 anni è aumentata tantissimo, più di 2 milioni.
Questo vuol dire che la generazione che dovrebbe avere le risorse per contribuire ad uscire dalla crisi,  è invece quella più impoverita e questo rappresenta un grande rischio. 

 

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo