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Da Erasmus a Erasmus+: una storia lunga 30 anni

 Da Erasmus a Erasmus+: una storia lunga 30 anni

Il Programma Erasmus+ è gestito dalla Commissione europea, DG Istruzione e Cultura, in cooperazione con gli Stati Membri, con l’assistenza dell’EACEA, Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura e delle Agenzie nazionali dei diversi paesi partecipanti. In Italia la gestione operativa delle azioni decentrate del programma è affidata a tre Agenzie nazionali competenti per ambiti diversi, con il coordinamento di tre autorità nazionali:

-Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE, il cui ambito di competenza è l' istruzione scolastica, istruzione superiore, educazione degli adulti. L’Autorità nazionale competente è il MIUR Ministero dell’istruzione, Università e Ricerca, DG Edilizia Scolastica, Fondi Strutturali per l’Istruzione e Innovazione Digitale.

-Agenzia nazionale Erasmus+ INAPP  ha come ambito di competenza l'istruzione e la formazione professionale, è coordinata da ANPAL Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.

-Agenzia nazionale per i Giovani, coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

Erasmus+: anno accademico 2017/2018

Per l’anno accademico 2017/2018 l’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, ha attribuito i fondi per finanziare le attività di mobilità Erasmus+ di 32.109 studenti italiani. Tuttavia, sulla base dei numeri della partecipazione alla mobilità negli anni precedenti, si stima una crescita nel numero di universitari italiani in uscita nel 2017/18 che dovrebbe raggiungere le 41.000 mobilità. Per quanto riguarda l’anno accademico appena concluso (2016/2017), il budget disponibile in Italia per finanziare attività di mobilità e progetti di cooperazione è stato di oltre 104 milioni di euro, di cui 72 milioni di euro per l’Università. L’Agenzia ha impiegato il 95,6% del budget disponibile e ha utilizzato i fondi residui per finanziare le borse Erasmus di studenti e personale universitario con bisogni speciali.

Dati mobilità in Europa per studio 

Dall'inizio del programma (1987) fino a oggi, gli studenti universitari complessivamente coinvolti a livello europeo hanno superato i 4 milioni. L'Italia ha contribuito per il 10%, posizionandosi tra i quattro principali paesi per numero di giovani in partenza per esperienze di studio verso destinazioni europee (dopo Spagna, Germania e Francia). Una nota a parte riguarda il tirocinio, dove l’Italia ha raggiunto il terzo posto in Europa dopo Francia e Germania. Se si guarda all’accoglienza il nostro paese è al quinto posto, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con 22.772 studenti europei ospitati nelle nostre università nel 2015-16.

Rispetto alla mobilità in uscita, nell’anno accademico 2015-2016 (anno su cui sono disponibili dati definitivi) l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire ha ricevuto 245 candidature da parte di Istituti di Istruzione Superiore per le attività di scambio previste con i Paesi del programma, che includono gli Stati membri insieme a Islanda, Turchia, Liechtenstein, Ex Repubblica di Macedonia. Nel corso dell’anno sono partiti dall’Italia 34.288 studenti, di cui 7952 per tirocinio, principalmente verso Spagna (9.903 studenti), Francia (4.319), Germania (4.036) e Regno Unito (3.082).

Dati università (mobilità extra-Ue)

Per il 2017/2018 sono stati finanziati 49 istituti di istruzione superiore italiani con un budget di quasi 14 milioni assegnato all’Italia dalla Commissione europea. I fondi finanzieranno 3.386 tra studenti e docenti, (+9% rispetto al 2016), così suddivisi: 2.156 mobilità in entrata dai paesi extraeuropei tra studenti, docenti e personale accademico, provenienti principalmente dalla Tunisia (190), Albania (174), Serbia (167), Federazione Russa (135), Ucraina (129); 1.230 mobilità in uscita, che dall’Italia hanno come destinazione paesi del resto del mondo, in primis l’Albania (143), seguita dalla Federazione Russa (108), Serbia (103), Tunisia (94), Georgia (61).

Tra le università italiane che riceveranno più studenti dal resto del mondo, il Politecnico di Torino è al primo posto, seguito dall’Università degli Studi di Padova, dall’Università degli Studi della Tuscia, dall’Alma Mater di Bologna e dall’Università degli Studi di Torino. Rispetto alla mobilità verso i paesi extra UE, i primi cinque istituti italiani per numero di studenti in partenza sono l’Alma Mater di Bologna, l’Università degli Studi della Tuscia, il Politecnico di Torino, dall’Università degli Studi di Torino e l’Università degli Studi di Padova.

Identikit dello studente Erasmus

Lo studente Erasmus che ha scelto l’Europa come destinazione ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi; gli studenti privilegiano, nell’ordine, Spagna, Regno Unito, Germania e Francia per i tirocini che in media durano 3 mesi.

Il programma Erasmus+ per l’Istruzione e la formazione professionale (VET)

Con oltre 36.000 partecipanti nel quadriennio 2014-2017 il programma Erasmus+ per l’Istruzione e la formazione professionale (VET) conferma di aver raggiunto importanti risultati ed è pronto per le sfide del futuro. I dati complessivi di attività, raccolti dall’Agenzia Erasmus+ VET INAPP, mostrano che negli ultimi quattro anni (2014-2017) l’accesso al programma ha riguardato nel complesso 33.043 giovani inseriti in tirocini presso aziende europee, altri 1.453 in enti di formazione per esperienze di work based learning, mentre 2.431 sono stati complessivamente i formatori e tutors coinvolti nei progetti di mobilità.
“L’Inapp è anche Agenzia Erasmus+ per l’Istruzione e Formazione professionale e le esperienze raccontate con entusiasmo dai ragazzi - ha affermato il Presidente INAPP Stefano Sacchi - dimostrano che il Programma Erasmus, oltre ad essere altamente professionalizzante, amplifica la possibilità di conoscere gli altri, aumentando la fiducia nelle proprie capacità e rendendo i giovani consapevoli della propria appartenenza europea”. 
Nei quattro anni sono stati presentati all’Agenzia Erasmus+ VET INAPP 2.320 progetti,  1.383 di mobilità, per un totale di 488 finanziati, con un tasso medio di approvazione del 20%. “La saturazione delle risorse disponibili rispetto ai progetti presentati – spiega il Direttore Generale Inapp Paola Nicastro - è spesso il motivo per cui progetti di alta qualità vengono scartati ed è quindi uno dei punti critici del programma che va affrontato. Altri elementi su cui puntare l’attenzione - aggiunge Nicastro - sono la durata dei percorsi, spesso troppo breve, e la mancanza di adesioni da parte di quei soggetti, come le imprese, che dovrebbero essere leader in questo ambito”.  

La partecipazione al Programma  Erasmus+ VET è buona in tutte le regioni italiane, con Toscana, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Campania in evidenza rispetto al numero dei progetti presentati, che si riflette anche nella distribuzione dei partecipanti  per regione di provenienza. Tra i Paesi di destinazione preferiti: Regno Unito, Spagna, Malta, Francia e Portogallo.

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