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"Diventa ciò che sei": la campagna per le donne imprenditrici

Sono oltre 1,4 milioni le imprese femminili in Italia e crescono due volte più della media nazionale: le donne italiane dimostrano grande voglia di affermazione e per loro mettersi in proprio e aprire un’attività non è un ripiego, è una scelta di vita, consapevole e ponderata. Questo è quanto emerge dalla ricerca Doxa per conto di Groupon realizzata su un campione di circa 800 imprese femminili partner del sito. L’obiettivo di aprire una propria attività non è tanto la prospettiva di guadagno, quanto la realizzazione personale, come donne.
E la famiglia? Fondamentale! Se da una parte è un supporto indispensabile per le donne imprenditrici e vive con orgoglio i successi della propria “quota rosa”, dall’altra la donna appagata professionalmente, porta in famiglia tutta l’energia e la positività necessaria, in un circolo virtuoso che si autoalimenta.

Le donne imprenditrici italiane: giovani, preparate, appassionate e innamorate del proprio lavoro

Le donne titolari di un’attività in proprio per il 46% hanno meno di 40 anni (il 13% ne ha meno di 30) con un’età media di 42 anni. Il 30% di loro ha una laurea, più del doppio rispetto alla media nazionale (18.9 % dato Istat al 31/12/2014) e il 58% è anche mamma. La maggior parte delle donne imprenditrici arriva da un lavoro precedente: il 47% di loro aveva un lavoro come dipendente, ma ha scelto di “fare il salto” non tanto per insoddisfazione, quanto per mettere pienamente a frutto le proprie competenze e studi (43%), per avere prospettive di crescita professionale (41%), per sviluppare il proprio talento (33%) e affermarsi (31 %). La prospettiva di un maggior guadagno non è una leva fondamentale - è stata la motivazione solo nel 27% dei casi – mentre la maternità non è per nulla una spinta a mettersi in proprio (4%).

E a livello caratteriale? Le donne che scelgono di intraprendere l’avventura da imprenditrici vivono il lavoro come strumento fondamentale per la propria realizzazione personale, come dichiara l’86% di loro. E sono sinceramente innamorate del proprio lavoro. Trovano una forte gratificazione soprattutto nell’essere autonome, come dichiara il 52% di loro, e nel fare quello che davvero sognavano di fare (47%). Il 33% trova nel lavoro anche la propria realizzazione come donna.
Solo il 12% di loro è gratificata da buoni guadagni, giudicato non prioritario, seppure il 46% delle intervistate dichiara che la propria impresa è l’unica fonte di reddito della propria famiglia, che quindi, con la propria attività, riesce a mantenere in toto. Per il 15%, non è l’unica fonte di reddito, ma comunque la principale.

La famiglia è fondamentale: il motore del successo

Dietro a una grande imprenditrice c’è sempre (o quasi sempre) una famiglia collaborativa. Il ruolo della famiglia è fondamentale per le imprenditrici italiane. Il 44% delle intervistate ha dichiarato che il sostegno maggiore che ha permesso loro di aprire e continuare a gestire un’attività in proprio arriva da genitori, figli, zii, fratelli; ma anche dal partner, come dichiara il 31% dalle intervistate.

Secondo l’indagine DOXA, la famiglia non solo non è percepita come un “ostacolo” al successo personale, ma come un grande supporto alla propria realizzazione (59%). Dalla soddisfazione e gratificazione personale sul lavoro, le imprenditrici trovano la forza di organizzare e gestire anche la famiglia, che mantiene un ruolo estremamente importante.

Se da una parte la famiglia è fondamentale, dall’altra è anche orgogliosa dei successi professionali dell’ “imprenditrice di famiglia” , come dichiara l’81% delle intervistate e, quando la “mamma” riesce a dare il meglio sul lavoro, porta a casa energia e felicità (91%). Di certo, però, essere imprenditrice rende più difficile conciliare lavoro e famiglia rispetto a un lavoro da dipendente: è un pensiero che condivide più della metà delle intervistate (il 56 %).

Non mancano comunque le self-made-women: secondo l’indagine Doxa il 25% delle intervistate ha dichiarato di avercela fatta senza il supporto di nessuno.

Il successo: segreti e consigli

La maggior parte delle imprenditrici è positiva e ottimista. Per il 54% delle imprenditrici la propria azienda è un’impresa di successo. Il segreto? Primi tra tutti gli aspetti umani, il carattere e la determinazione, scelti dal 16% delle intervistate. In secondo luogo troviamo formazione e aggiornamenti, fondamentali per avere successo secondo il 14% delle imprenditrici. In terza posizione troviamo le attività promozionali e di marketing (13%), al quarto posto il lavoro di squadra e il supporto di collaboratori preparati e al quinto l’innovazione, per dare vita a nuove idee e prodotti.

Ma le imprenditrici, consiglierebbero ad altre donne la loro esperienza? Indubbiamente si, lo farebbe l’80% delle intervistate. Solo il 17% ha un approccio negativo. I consigli più importanti che darebbero per aprire un’attività in proprio di successo sono:
1. intraprendenza e carattere (56%): prima di tutto è una questione di indole e di passione. E’ fondamentale essere tenaci, non arrendersi davanti alle difficoltà e non aver paura di sbagliare.
2. competenza e professionalità (29%): importante, seppur in secondo piano, possedere le giuste competenze professionali e investire nella propria formazione
3. organizzazione (16%): al terzo posto troviamo le capacità organizzative, per riuscire a conciliare lavoro e famiglia, oltre a uno spirito di sacrificio

Secondo il 95% delle imprenditrici Groupon, è fondamentale che siano le donne stesse, per prime, ad avere la piena consapevolezza del proprio valore e credere nelle proprie capacità.

Ma quali sono gli strumenti e i servizi che permetterebbero di migliorare ulteriormente la propria vita di donna imprenditrice? I servizi di assistenza famigliare (come tata, colf e per la gestione dei figli e della casa) vengono solo al quarto posto, segno che molte imprenditrici si sentono già organizzate e strutturate al meglio per gestire le esigenze “di casa”. Prioritari invece sarebbero i servizi di assistenza al business, votati dal 74% delle intervistate. In primis troviamo servizi di formazione e aggiornamento (26%), servizi informatici e tecnologici (25%) e servizi di consulenza commerciale, marketing e comunicazione (23%).

Essere imprenditrici e donne

Rispetto al fatto di essere imprenditrici e donne, la maggior parte delle intervistate non si è mai sentita discriminata: quasi il 60% non considera il sesso né un vantaggio né uno svantaggio; anche se il 28% ritiene che l’essere donna significhi avere una marcia in più e, rispetto agli uomini, si sente più empatica con i clienti (… o meglio con le clienti), più aperta e comunicativa, affidabile e sensibile. Non segnalano nemmeno di avere avuto grandi ostacoli, ripensando al momento in cui hanno deciso di provare a realizzare i propri sogni professionali. Gli unici impedimenti, segnala il 19% delle intervistate, derivano da procedure burocratiche lente e difficoltose.

Attività e digitalizzazione

La sfida lavorativa più importante su tutte è senza dubbio “dare più forza al business” per il 71% delle intervistate: in primis acquisendo nuovi clienti (31%), fidelizzando i clienti attuali (17%), mantenendo una buona reputazione (14%) e aumentando la propria popolarità (9%). Il secondo focus, per il 17% delle imprenditrici, è “dare più spessore al business”, innovando, aggiornandosi e ottimizzando il lavoro. Ma che ruolo ha il web e gli strumenti di marketing online per le imprese femminili? Di certo hanno maggior confidenza con i social media, in particolare con Facebook: 8 intervistate su 10 lo utilizzano e continueranno a farlo in futuro per promuovere il proprio business.

Infine, abbiamo chiesto alle imprenditrici quale fosse un modello di donna cui si ispirano. Al primo posto Rita Levi Montalcini, a testimonianza dell’importanza dello studio e della dedizione, seguita da Coco Chanel, tenace e rivoluzionaria. Al terzo posto troviamo a pari merito Madre Teresa di Calcutta e Wonder Woman: umanità ed empatia viaggiano a pari passo con la capacità di avere superpoteri. Al quinto posto Oriana Fallaci.

"Diventa ciò che sei": la campagna per le donne imprenditrici

Groupon ha scelto proprio l’8 marzo per lanciare la campagna “Diventa ciò che sei” a sostegno delle donne lavoratrici e di tutte quelle che vogliono realizzarsi professionalmente.

AIRC
La campagna ha un duplice volto; da una parte Groupon promuove una raccolta fondi che contribuirà a finanziare una Start Up dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, un percorso quinquennale per ricercatrici under 35 anni che rientrano dall'estero per avviare il proprio laboratorio di ricerca in Italia. Fino al 3 aprile Groupon, per ogni coupon venduto nella pagina dedicata, donerà 2€ ad AIRC.

DOXA
Dall’altra parte il progetto vuole sostenere tutte le donne che si impegnano nel lavoro, come hanno fatto moltissime Partner commerciali che Groupon ha incontrato in questi 6 anni di attività in Italia. Per questo motivo il sito ha commissionato a Doxa un’ampia ricerca su circa 800 imprenditrici femminili e Partner Commerciali, con l’obiettivo di fornire uno scenario aggiornato sul lavoro femminile in Italia.

“Sosteniamo il lavoro delle donne e la forza della motivazione e della competenza, come elementi di successo personale e professionale” afferma Nicola Cattarossi, Managing Director Groupon Sud Europa. “Vogliamo contribuire al cambiamento della nostra società e crediamo di poterlo fare sostenendo le donne e la ricerca scientifica contro il cancro. ”

PIANO C
Il progetto prevede inoltre il lancio di un concorso online in collaborazione con Piano C – l’Associazione italiana che offre soluzioni personalizzate per le donne che cercano lavoro o che vogliono rinnovare la loro identità lavorativa - che premierà 3 progetti professionali con un percorso formativo offerto da Piano C School costituito da 12 lezioni dedicate alle competenze digitali. Tutte le interessate potranno iscriversi qui; una giuria selezionata (Arianna Fontana, Confartigianato Milano, Federica Ortalli, Camera di Commercio di Milano e Matteo Boccia, Incubatore di Make a Cube) coordinata da Sofia Borri, Direttore Generale dell’Associazione Piano C, selezionerà i migliori progetti, nominando le vincitrici entro la seconda metà di giugno.

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