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Donne e finanza: quale rapporto?

Il rapporto delle donne con il mondo della finanza non è mai stato semplice, ma quali sono le cause di questo divario rispetto all'approccio maschile? Lo abbiamo chiesto a Magda Bianco, Capo del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia: “Probabilmente c’è un effetto culturale, un effetto di storia di minore accesso alla finanza, ai luoghi dove si fa, dove si gestisce la finanza”.
Molte donne, quando si tratta di occuparsi delle loro finanze, si sentono inadeguate e impreparate a farlo. Tale condizione di soggezione psicologica verso il denaro deve essere superata, soprattutto se si pensa in una prospettiva futura alla pensione.

La probabilità che le donne, che hanno un'aspettativa di vita più lunga, avranno minori benefici pensionistici è alto e questo le potrebbe portare al limite della povertà solo quando sono socialmente più fragili. Questo mostra quanto sia importante aumentare la consapevolezza delle donne su come percepiscano il rischio rispetto alla reale probabilità che un evento accada: sono più avverse al rischio rispetto agli uomini e ciò ha delle conseguenze sulle scelte di investimento e, nel lungo periodo, sulla dimensione dei profitti. 

Ma quale può essere un vero strumento per avvicinare le donne al mondo della finanza? Secondo Magda Bianco, la risposta va ricercata nell’educazione finanziaria, per poter accrescere le proprie competenze e saper gestire le proprie finanze. 
A tale aspetto, si aggiunge anche la difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese femminili. “Le imprese gestite o di proprietà di donne hanno più difficoltà ad accedere a fondi di finanziamento e ciò, in parte, ha a che fare- secondo Magda Bianco- con i diversi settori in cui operano: quelle femminili sono operanti principalmente nei servizi alla persona e al commercio, con dimensioni e caratteristiche che rendono di per sé più difficile accedere al credito. Ma può esserci anche una componente legata al genere del gestore o del proprietario". 
In tale contesto quale è stata la risposta in Italia da parte delle istituzioni per promuovere l'accesso al credito da parte delle imprenditrici? L’ABI, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con le associazioni imprenditoriali di categoria maggiormente rappresentative delle imprese (Confindustria, Confapi, Rete imprese Italia, Alleanza delle cooperative italiane) ha sottoscritto il 4 giugno 2014 un Protocollo d’intesa, che prevede un quadro di interventi per favorire l’accesso al credito delle imprese femminili nelle diverse fasi del loro ciclo di vita ovvero della vita lavorativa delle libere professioniste. Il Protocollo è stato prorogato per ulteriori due anni, fino al 31 dicembre 2017, al fine di continuare la positiva esperienza e valorizzare ulteriormente le attività proficuamente avviate dalle banche e dalle parti firmatarie.

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