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E-commerce made in Italy: la Cina principale acquirente

Una nuova ricerca commissionata da PayPal e condotta da Ipsos rivela che sui 29 mercati interessati dal sondaggio la Cina rappresenta, con un ampio margine, il principale mercato per le esportazioni dei commercianti italiani, con una stima di 7,3 milioni di persone che hanno acquistato online oltre confine da siti Web italiani lo scorso anno, seguiti da Stati Uniti e Francia (1,8 milioni ciascuno) e da Germania e India (1,5 milioni ciascuno).

Il potenziale della Cina

La ricerca rivela inoltre un enorme potenziale di crescita in Cina: il 35% degli acquirenti online cinesi ha fatto acquisti oltre confine nel 2015, contro il 26% nel 2014 (una crescita di 9 punti percentuali rispetto allo scorso anno). L’86% degli acquirenti online cinesi ha fatto un acquisto online tramite smartphone negli ultimi 12 mesi e, complessivamente, gli acquirenti online cinesi e indiani sono i maggiori utenti di smartphone per lo shopping online tra tutti i paesi interessati dal sondaggio. Per attirare e mantenere la clientela del mercato cinese, le aziende devono pertanto ottimizzare le loro piattaforme per i dispositivi mobili.
Stando ai risultati della ricerca, i principali prodotti che gli utenti cinesi hanno acquistato da siti Web in altri paesi sono stati abbigliamento, calzature e accessori (il 59% degli acquirenti cinesi oltre confine ha comprato prodotti in questa categoria da siti Web in altri paesi negli ultimi 12 mesi), cosmetici (57%) e generi alimentari (42%). Alla domanda sul perché facciano shopping oltre confine, il 65% degli acquirenti che acquistano all’estero afferma di farlo per la fiducia nell’autenticità dei prodotti, il 63% riporta una qualità superiore dei prodotti e il 59% lo attribuisce alla possibilità di reperire articoli non disponibili nel proprio paese.


“Per sfruttare al massimo le opportunità commerciali internazionali, in particolare in un paese come la Cina, le aziende devono capire come e perché chi fa shopping online acquisti all’estero”, ha affermato Angelo Meregalli, Country Manager di PayPal in Italia. “Ecco perché PayPal ha due programmi pensati espressamente per aiutare le imprese italiane in questo intento: PassPort, un sito Web che fornisce alle aziende indicazioni e strumenti specifici per paese per espandere le vendite a livello globale, e China Connect, un programma che garantisce ai consumatori cinesi un accesso diretto ai partner commerciali di PayPal in tutto il mondo, offrendo gratuitamente suggerimenti e consulenze per la realizzazione di vendite online”.

L' e-commerce italiano

Il 51% degli acquirenti online italiani, ha dichiarato di avere fatto, negli ultimi 12 mesi, acquisti oltre confine nel 2015 contro il 63% nel 2014, con il 24% che ha acquistato da un sito Web nel Regno Unito negli ultimi 12 mesi, il 23% dalla Germania e il 18% dagli Stati Uniti. Le principali tipologie di prodotti che gli acquirenti italiani hanno comprato da siti Web in altri paesi negli ultimi 12 mesi sono state abbigliamento, calzature e accessori (acquistati dal 42% degli acquirenti oltre confine), dispositivi elettronici di fascia consumer (37%) e articoli per l’intrattenimento e l’istruzione (27%).
I computer desktop e i portatili restano i dispositivi più utilizzati dai consumatori per lo shopping su Internet, generando una media dichiarata del 79% della spesa totale online degli ultimi 12 mesi. Andare direttamente sui siti Web già utilizzati in precedenza è il modo più comune per accedere a siti Web in altri paesi (il 52% degli acquirenti oltre confine afferma che si tratta della modalità di accesso più frequente ai negozi online in altri paesi); anche un buon posizionamento nei motori di ricerca è importante (il 38% dichiara che a volte la ricerca di una particolare marca o prodotto porta a siti esteri) e una buona percentuale di italiani che acquistano online oltre confine è anche in grado di ricordarsi gli indirizzi Web dei siti visitati (37%).
Tra i primi 10 fattori potenzialmente determinanti per lo shopping oltre confine rientrano la disponibilità di una modalità di pagamento sicura (il 45% degli acquirenti online dichiara che questo è sicuramente un incentivo ad acquistare da un sito Web in un altro paese), la spedizione gratuita (43%) e la possibilità di trovare articoli difficili da reperire nel proprio paese (37%), mentre i 10 principali motivi per interrompere lo shopping online su siti esteri sono stati le spese postali o di spedizione elevate (il 33% degli acquirenti online che hanno interrotto un acquisto oltre confine ha dichiarato di averlo fatto per questa ragione), la scarsa chiarezza sull‘ammontare delle spese doganali o delle imposte da pagare (27%) e tempi di consegna ritenuti troppo lunghi (25%). Il 15% degli acquirenti italiani oltre confine ha effettuato un reso, con una media di 4,3 resi per acquirente negli ultimi 12 mesi.
 

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