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Ecco le lauree più richieste

Economisti e ingegneri elettronici e dell’informazione si confermano anche quest’anno al vertice della domanda di profili di laureati espressa dalle imprese, come ci illustra il responsabile del Centro studi di Unioncamere, Domenico Mauriello. I dati provengono dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro per l’anno in corso e sono disponibili online (anche su base regionale e provinciale) all’indirizzo http://excelsior.unioncamere.net :

18.800 le assunzioni stagionali e non stagionali per i laureati in Economia,

8.400 quelle dei laureati in Ingegneria.

I diversi indirizzi di ingegneria, sommati tra loro, arrivano però quasi ad intaccare il primato dei dottori in Economia, con le loro 18.400 assunzioni complessive previste. All’indirizzo elettronico e dell’informazione, si aggiungono infatti i 5.300 posti di lavoro saranno messi a disposizione degli ingegneri industriali (al terzo posto in classifica), 3.200 agli altri indirizzi di ingegneria e 1.500 all’indirizzo civile e ambientale.

Quarto e quinto posto della classifica sono riservati ai laureati nelle materie dell’insegnamento della formazione (5.200) quindi a quelli con indirizzo sanitario-paramedico (4.900).

IL DIPLOMA

Ecco la graduatoria degli indirizzi di diploma più richiesti:

-l’amministrativo-commerciale (48.300 assunzioni stagionali e non stagionali)

-turistico-alberghiero (41.400)

 -meccanico (20.200).


ESPERIENZA E FORMAZIONE AGGIUNTIVA 


Si alza di un punto percentuale l’asticella della richiesta di esperienza da parte delle imprese, interessando nel 2014 il 57,2% delle assunzioni stagionali e non stagionali programmate contro il 56,1% del 2013. A crescere rispetto allo scorso anno è soprattutto la quota di assunzioni con esperienza riservate ai laureati: 65,6%, contro il 62,9% dello scorso anno. Percentuali comunque superiori al 60% dei posti di lavoro messi a disposizione sono destinate anche a quanti, tra diplomati e qualifiche professionali, abbiano un curriculum che non si fermi al solo titolo di studio. D’altro canto, le imprese sembrano convinte del disallineamento esistente tra formazione scolastica e universitaria e lavoro “sul campo”: per il 77,6% delle assunzioni programmate di laureati, le imprese (specie quelle di più grandi dimensioni) ritengono necessario prevedere una formazione aggiuntiva subito dopo l’assunzione, attraverso corsi “strutturati” esterni e interni o anche in affiancamento a personale esperto già presente in azienda. Per i diplomati e per le persone con qualifica professionale, l’analoga quota è invece sensibilmente più contenuta: 64,3% nel primo caso, 45,3% nel secondo.

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