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Filippo Cavazzuti: lo sviluppo dei mercati finanziari a quarant`anni di nascita della Consob

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), venne istituita con la legge n. 216 del 7 giugno 1974, la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all'efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Obiettivo della sua costituzione, come ci illustra il prof. Filippo Cavazzuti dell'Università di Bologna, era quella di potenziare il mercato di capitali di rischio affinché le famiglie potessero diversificare il proprio portafoglio non solo con titoli di debito, come le obbligazioni o i depositi bancari, ma anche accedere  al mercato del capitale di rischio. Ma questo non è accaduto: oggi le famiglie italiane tengono nel loro portafoglio non più del 2,5-3% della loro ricchezza, una ricchezza molto più bassa nei confronti degli altri paesi dell'Unione Europea.

Dall'altra parte questa legislazione mirava a ridurre il grado di dipendenza delle imprese non finanziarie dai prestiti bancari. Neanche questo è successo: tutt'oggi le imprese italiane sono fragili dal punto di vista finanziario perché finanziano i loro investimenti quasi esclusivamente con capitali di debito a breve, se non a brevissima scadenza. 

Le famiglie italiane hanno avversione al rischio e questo spiega la loro difficoltà ad accedere a dei capitali di rischio; per le imprese non si tratta solo di una propensione all'indebitarsi col sistema bancario, ma ci sono state alcune leggi di politica economica  come le svalutazioni competitive  e come il credito agevolato, che hanno protetto le imprese italiane nel finanziamento dei loro investimenti, ma senza che questo li portasse sul mercato dei capitali di rischio per il finanziamento.  

Anche i mercati di borsa e il ruolo della Consob non hanno facilitato questo passaggio delle famiglie e delle imprese verso il capitale di rischio.  Le imprese quotate sono poche oggi, circa 260 contro le 1000 in Francia, le 800 in Germania, sono piccole sono scarsamente appetibili sia sul mercato interno che internazionale e una borsa come quella italiana con così poco flottante (non più dell'11% delle società quotate è contendibile).

Se la legislazione e la regolamentazione non hanno dato tutti i frutti sperati, una nuova occasione potrebbe ritrovarsi nella recente iniziativa della Commissione Europea che ha avviato, nei primi mesi del 2015, una importante consultazione sulla costruzione di una Unione dei mercati dei capitali per tutti i 28 stati membri dell’UE. La Consob potrebbe allora trasferire all’ESMA molte delle sue attuali funzioni e le imprese italiane quotarsi su altre piattaforme di negoziazione europee più liquide e di maggior spessore degli scambi.

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