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Grecia: Tsipras e la sua politica anti-austerity

"Oggi chiudiamo il circolo vizioso dell'austerità. E' tornata la speranza, la dignità, l'ottimismo": queste le parole del neo premier greco Alexis Tsipras, il leader di Syriza, il partito di sinistra radicale che ha vinto le elezioni appena svoltesi in Grecia, con il 36,34% pari a 149 deputati. I voti ricevuti però, non bastano per raggiungere la maggioranza assoluta e così Tsipras ha ricevuto l’incarico da premier solo dopo aver stretto un accordo con il partito della destra nazionalista “Greci indipendenti”.
"I greci hanno mostrato la strada del cambiamento all'Europa- continua Tsipras- una nuova Europa basata sulla solidarietà: la troika è una cosa del passato. Il voto contro l'austerità è stato forte e chiaro".(Per approfondire: "Figli di Troika" di Bruno Amoroso)

Il nuovo governo greco, ha comunque assicurato, negozierà "una soluzione finanziaria giusta e vantaggiosa per tutte le parti", pronto "a collaborare con tutti gli amici europei" per far "tornare l'Europa nella stabilità e nella crescita".

Tsipras prende il posto di Antonis Samaras, che con il sostegno del Pasok di Evangelos Venizelos, avevano applicato le note e discusse politiche di austerità, che hanno portato la Grecia alla sua critica condizione economica attuale.

Le conseguenze economiche secondo Erik Nielsen

Ieri nel suo Sunday Wrap il capo economista di Unicredit Erik Nielsen ha analizzato le possibili conseguenze di questo voto, che segna un passaggio importante nella storia dell'euro-zona.

- La Grecia non uscirà dall'euro, ma anche se alla fine si arrivasse a questo punto ciò non sancirebbe la fine della moneta unica.

-"Quello greco è un voto molto importante, ma io continuo a credere che il governo guidato dal partito Syriza sarà meno radicale di quanto ci si potrebbe aspettare. Le negoziazioni con la Troika non saranno facili e senza alleati nel resto d'Europa non sarà facile per la Grecia ottenere quanto vorrebbe. Ma credo che dopo un mese o due di volatilità si arriverà a un accordo. A questo punto poi bisognerà vedere se la coalizione di governo reggerà nel tempo"

- "Uno scenario disastroso che vede la Grecia scivolare fuori dalla zona euro non può essere escluso. Uscire dall'euro sarebbe un movimento terribile per il mercato greco, ma il resto dell'eurozona (soprattutto dopo l'annuncio dell'allentamento quantitativo da parte della Bce) dovrà solo fare i conti con una più accentuata volatilità".

-Nel lungo termine l'eventuale uscita della Grecia dimostrerà due cose:
a) che la vita fuori dalla zona euro non è facile perché è difficile rilanciare un'economia così piccola con una politica monetaria indipendente;
b) che l'eurozona è possibile solo se ogni Paese esprime democraticamente la volontà di aderire ed è disposto a portare avanti le riforme necessarie.

L'avvertimento della Bundesbank

"E' nell'interesse di Atene fare le riforme necessarie per risolvere i suoi problemi strutturali", ha ammonito il numero uno della Banca centrale tedesca Weidmann al neo governo greco. "La Grecia deve aderire alle condizioni del salvataggio".
 

Le origini della crisi in Grecia

La crisi finanziaria della Grecia e dell’Euro si innesta dalla scoperta che l'ufficio statistica greco aveva fornito stime errate del deficit e del debito pubblico. L'Unione Europea si è data delle regole per verificare dati, ma tali regole non sono state sufficienti. Ascoltiamo a riguardo l'allora presidente dell'Istat Enrico Giovannini in questo estratto di "Lezioni dalla crisi" .

 
2009- Il premier George Papandreou, in carica da due mesi, rivela che il debito della Grecia ammonta a 300 miliardi di euro, circa il 110% del Pil, un livello ben superiore a quanto ufficialmente comunicato da Atene agli organismi internazionali. Il che porta il rapporto deficit/Pil dal 3,7% precedentemente calcolato all'12,7%, oltre quattro volte il livello indicato in precedenza. 
 
2010- Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale approvano un piano di salvataggio da 110 miliardi di euro, in cambio Atene si impegna con Bruxelles ad approvare riforme molto severe per rimettere i conti pubblici in ordine. 
 
2011- Secondo piano di salvataggio da circa 50 miliardi di euro; in questo caso il piano prevede anche l'apporto finanziario del settore privato. I leader dell'eurozona si accordarono anche su una proposta per ripianare il 50% del debito greco posseduto da creditori privati, aumentando il Fondo europeo di stabilità finanziaria a circa un trilione e richiedendo alle banche europee di raggiungere il 9% di capitalizzazione per ridurre il rischio di contagio ad altri Paesi. Il premier Papandreou annuncia a sorpresa un referendum su questo secondo pacchetto, referendum a cui rinuncerà e annunciando le sue dimissioni. Alla guida del paese va l'ex vicepresidente della Bce Lucas Papademos, che attua una politica di austerità, imposta dalla Troika, che scateneranno una serie di proteste.
 
2012- Il Parlamento approva il piano del Governo, mentre l'Europa approva un nuovo piano da 130 miliardi di euro e Atene raggiunge un accordo con i creditori privati per la ristrutturazione del debito. Vengono indette elezioni anticipate, da cui nessun partito ottiene la maggioranza necessaria: Alba Dorata, il partito neonazista, ottiene il 7% . Si programmano nuove elezioni per il giugno prossimo, nelle quali Nuova Democratia con il suo leader Antonis Samaras, si allea con il Pasok e Samaras diviene primo ministro. È a queste elezioni che inizia ad avanzare Syriza, il partito di estrema sinistra capeggiato da Tsipras, contrario agli aiuti dell’Europa, che, con il 26,9 % di preferenze, ottiene 71 seggi in Parlamento
Ad ottobre arriva il 4° piano di salvataggio. Samaras infatti avverte che la Grecia non ha più soldi e che un mancato aiuto da parte dell’Ue porterebbe nel baratro Atene. Il Parlamento così approva un piano di austerità di 13,5 miliardi di euro.
 
2013- Il Parlamento approva nuovi tagli interni al paese di 15. 000 posti di lavoro per il servizio civile.
A giugno chiude l’emittente radiotelevisiva Ert per risparmiare soldi.
Sinistra Democratica lascia il parlamento, che approva nuovi tagli sui salari dei dipendenti del servizio civile, licenziamento di 13. 000 persone entro la fine dell’anno e riduzione di 12. 500 posti di lavoro nel settore pubblico. Il 21 dicembre il parlamento greca approva il bilancio 2014 che prevede un ritorno alla crescita.
 
2014-Inizia la vendita dei titoli di Stato con cui la Grecia ottiene 4 miliardi di dollari dai mercati finanziari internazionali. Fitch riposiziona Atene da B- a B.Alle elezioni del Parlamento europeo di maggio, Syriza raggiunge il 26,6% dei consensi, portando la sinistra radicale alla vittoria. All’inizio di dicembre il Parlamento annuncia a sorpresa nuove elezioni presidenziali con un anticipo di 2 mesi. L’incapacità a eleggere un presidente fa precipitare le borsa greca del 12, 78%. Lo stesso accade il 29 dicembre: niente presidente per la Grecia.

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