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Il bollo per le auto d`epoca

Le auto e le moto d’epoca tra i 20 e i 29 anni, non saranno più esenti dal bollo, come stabilito dalla Legge di Stabilità 2015, mentre rimangono esclusi i veicoli con più di trentanni d’età. La misura dovrebbe apportare circa 70 milioni di entrate per lo Stato, una cifra che però avrà conseguenze negative per l’ambito motoristico storico. Poiché saranno pochi i collezionisti appassionati che terranno le proprie auto d’epoca e molte rischieranno di essere vendute all’estero, come ci illustra nell’intervista, Roberto Loi, Presidente dell'Asi, Automotoclub Storico Italiano. Le amministrazioni regionali infatti possono decidere se recepire la Legge oppure se continuare a comportarsi diversamente.

 

COME CAMBIA IL BOLLO NELLE REGIONI


Tra le regioni la situazione è in continuo divenire. Al momento, secondo quanto è stato possibile ricostruire dall'ANSA, anche grazie al supporto dell'Aci, l'unica che avrebbe già deliberato un nuovo regime per i veicoli ultraventennali sarebbe la Basilicata con l'applicazione di tariffe in base alla cilindrata: 50 euro fino a 1000 cc, 100 euro da 1001 a 2000 cc e 200 euro oltre 2001 cc.

In Piemonte, invece, la giunta ha deliberato lo slittamento del pagamento del bollo per i veicoli storici al 28 febbraio. La speranza è che prima di quella data arrivi un chiarimento sulla vicenda da parte del governo.

In Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sembra che l'esenzione sia stata mantenuta per le sole auto e moto di interesse storico dai 20 ai 29 anni iscritte nei registri Automoto Club Storico Italiano (ASI), Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Federazione Motociclistica Italiana (FMI), mentre prima erano agevolati tutti. E in Toscana per i veicoli ultraventennali al posto della tassa automobilistica ordinaria si dovrebbe pagare una tassa di possesso forfettario di 63 euro per le auto e 26,25 euro per le moto.
Al momento avrebbero invece deciso di allinearsi alle nuove norme inserite nella Legge di Stabilità: Abruzzo, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Molise, Puglia, Umbria, Valle D'Aosta, la Provincia Autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Marche, Sardegna.

 

IL PUNTO DI VISTA DELL'ACI

"Il Governo è dovuto intervenire di fronte alla confusione che stava compromettendo il futuro delle auto d'epoca - ha sottolineato il presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani precisando che ''l'Aci sta ora sollecitando misure correttive che tutelino le poche auto ultraventennali veramente storiche di fronte alle tante, troppe, auto vecchie. La lista chiusa dell'Aci di modelli ultraventennali universalmente riconosciuti storici è un primo strumento già a disposizione della Conferenza delle Regioni, di tutte le istituzioni e più in generale di tutti gli interlocutori degli automobilisti, a cominciare dalle assicurazioni che dispongono finalmente di un riferimento univoco per distinguere un'auto storica da un vecchio catorcio pericoloso ed inquinante. La lista può comunque essere aggiornata e modificata".
 

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