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Il consumo critico: una relazione solidale tra chi acquista e chi produce

Il consumo critico contribuisce ad una crescita economica più attenta ai territori, alle specificità dei luoghi più omogenea e che valuta e valorizza anche tutti quegli attori che da una crescita infinita del modello contemporaneo ne sarebbero esclusi. Questo è quanto sottolinea Francesca Forno, professoressa di sociologia presso l’Università di Bergamo all'interno del libro “Il consumo critico” scritto a quattro mani con Paolo Graziano, docente di sociologia politica all' Università di Padova, edito da Il Mulino e presentato nel corso del Festival dell'Economia di Trento 2016. Consumo critico, vuol dire mirare i propri acquisti per sostenere i produttori locali, il famoso "km zero", che altrimenti, con la grande competizione economica, andrebbero a scomparire; consumo critico vuol dire anche creare legami lunghi ma di solidarietà con chi produce nel Sud del Mondo, spesso in condizioni disagiate con stipendi molto bassi, che non permettono una qualità della vita: in tal senso il consumo critico serve per incoraggiare una cerchia diffusa più attenta ai diritti dei lavoratori, ai territori, alle specificità dei territori e all'economia diffusa.

Il consumo critico ha un impatto molto importante sull'integrazione sociale e politica, secondo Graziano- perché nel corso degli ultimi dieci anni, con l'espansione  del consumo critico, ci sono state molte opportunità per coloro che entravano nei gruppi d'acquisto, con un'attività non solo di consumo, ma anche di socializzazione e questo ha portato ad una lettura diversa della società dei consumi, che ha determinato una volontà di partecipazione politica. Quindi consumare ha significato prima di tutto integrarsi in un gruppo che ha avuto una visione della società e della politica che si è sempre più rafforzata e consolidata col passare del tempo. Oggi far parte di un gruppo d'acquisto non vuol dire solo socializzare il consumo, ma anche interrogarsi su di una nuova forma di società e di politica e porre al centro delle proprie riflessioni anche la volontà di cambiare la realtà esistente al di fuori del consumo.  

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