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Il divario di genere nelle Stem

Il 53% delle stuedentesse italiane oggi si iscrivono alle cosiddette Stem ( acronimo che sta per Scince, Technologies, Enrgineering, Maths) un dato piuttosto significativo e anche positivo. I problemi però, secondo Gianna Martinengo, fondatrice di Women &Technologies, non sono risolti perché se andiamo a verificare la presenza delle donne all'interno dei luoghi della decisione, come public speakers,piuttosto che confrontare l'equal pay, il divario è ancora molto grande.

Perché le ragazze non si scrivono alle materie scientifiche? È una domanda che ormai si pongono molti e da molti anni. In questo momento la valutazione da fare è legata a diversi fattori:

Il primo è un fattore di immagine, nel senso che ad esempio nel digitale non si è ancora ben capito bene la differenza tra l'uso delle tecnologie, con il concetto profondo che deriva dall'analisi la parola scienza dell'informazione che parte dalla differenza sostanziale Informazione e conoscenza. Oggi però che siamo tutti collegati non non possiamo non capire l'importanza che la scienza dell'informazione ha nella nostra vita quotidiana, lavorativa e professionale. Il dato, l'informazione, la conoscenza, necessitano di processi complessi che richiedono un approccio scientifico a qualunque attività umana noi svolgiamo.

"Ormai le Stem sono diventate Steam per alcuni e per me dal 1999 quando grazie all'esperienza che portavo di già 18 anni di impresa nel settore digitale, ad un convegno dove ero stata invitata a parlare di parità di genere tema per me allora del tutto sconosciuto" racconta Martinengo.

oggi le Stem diventano Steam,con l'obiettivo di superare i confini tra le scienze, le scienze sociali, le scienze economiche e finanziarie e quelle umanistiche: il fatto di integrare le discipline porta oggi a dover usare necessariamente anche la "A" che sta per Arts e aggiungere al concetto di Stem la necessità di una visione olistica di tutti i processi di apprendimento, nel lavoro nel commercio, nell'interazione ormai globale che noi abitualmente stiamo vivendo.

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