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Il lavoro del futuro: ecco le 4 caratteristiche secondo il Wef

 Il lavoro del futuro: ecco le 4 caratteristiche secondo il Wef
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Secondo il World Economic Forum, “le aziende non possono più adagiarsi nel ruolo di passive consumatrici di capitale umano pronto all’uso. Devono cambiare mente per scovare i talenti di cui hanno bisogno ottimizzandone le ricadute sociali. Questo prevede diversi cambiamenti nel modo in cui l’organizzazione vede e gestisce le sue risorse, sia nel breve che nel lungo periodo“. Ecco i quattro fattori da cui dipende la resilienza aziendale, la capacità cioè di rialzarsi se e quando l’impatto di innovazioni inaspettate o impreviste dovesse produrre degli shock:


1- Reinventare la funzione delle risorse umane

Occorre saper gestire e individuare, all’interno di un panorama di caratteristiche individuali in completo mutamento, proprio quelle che servono. Il talento non è un elemento eterno, da valutare una volta nel passato o da colmare rimpiazzando semplicemente le persone” Al contrario, dal momento che il tasso di trasformazione delle competenze sta accelerando sia nei vecchi che nei nuovi ruoli, in tutti i settori, occorre una strategia chiara di costruzione di queste competenze e di gestione dei talenti. Il responsabile delle risorse umane, ha una funzione che sta divenendo sempre più strategica e in possesso di nuove tipologie di strumenti analitici per individuare le tendenze del talento e i divari di competenze e fornisce intuizioni che possono aiutare le organizzazioni ad allineare le proprie strategie di business, innovazione e gestione del talento, per massimizzare le opportunità di cavalcare o anticipare le tendenze.


2- Fare uso di dati

Le imprese avranno necessità di utilizzare dati, per costruire un nuovo approccio alla pianificazione della forza lavoro e gestione dei talenti, dove saranno centrali una migliore previsione dei dati e la pianificazione di metriche, ben stabilite. La mappatura di categorie lavorative emergenti realizzata per tempo, ridondanze scovate in anticipo o cambiamenti di competenze richiesti in funzione della mutazione del contesto, sono tutti obiettivi raggiungibili in questo modo.

 

 

3- La diversità è una ricchezza

Come molti studi hanno dimostrato, la diversità è un valore aggiunto nella forza lavoro. E il momento per un cambiamento fondamentale su come venga percepita la questione della diversity, che si tratti del genere, dell’età, dell’etnia, o dell’orientamento sessuale. Anche in quest’area l’analisi dei dati può rivelarsi un utile strumento di promozione della parità nella forza lavoro.

 

 

4- Sfruttare modalità di lavoro flessibili e le piattaforme online

I confini fra l’universo concreto di un’azienda e il suo aspetto organizzativo sono sempre più sfumati. Le aziende sono costrette a diventare significativamente più agili nel loro modo di pensare la gestione del lavoro e della forza lavoro in generale. Il lavoro è ciò che le persone fanno, non dove lo fanno. Le organizzazioni continueranno per esempio a connettersi e rivolgersi anche a freelance che lavorano in autonomia o professionisti indipendenti tramite piattaforme digitali di ogni tipo. Anche il mercato prima o poi seguirà, con nuove tutele per queste figure e nuove associazioni di categoria. In questo senso i politici avranno la responsabilità di garantire una legislazione coerente anche per mansioni diverse.
 

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