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Il ministro dell`Economia Pier Carlo Padoan intervistato da Lucia Annunziata

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervistato da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione televisiva su Rai 3 "In Mezz’ora", parla della legge di stabilità approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, sottolineando che "è fortemente orientata alla crescita e si collega alle riforme strutturali, come il Jobs Act, giustizia fiscale e la riforma fiscale". Una manovra che possiede "tre caratteristiche principali: continua con il consolidamento fiscale perché i numeri di bilancio continuano a migliorare. Secondo, la composizione è fortemente orientata alla crescita attraverso tagli di tasse. Terzo, questa manovra si collega fortemente alle misure di riforma strutturale". Certezza sui tempi, sui contenuti e sull’appoggio del Parlamento che, continua il ministro, "deve dire la sua ed è giusto che dica la sua. Ricordo però che la manovra è molto compatta nelle sue componenti e cifre che devono restare invariate. Modificandola l’efficacia complessiva verrebbe meno. "Con le nuove norme, ha sottolineato il ministro, potrebbero crearsi 800mila nuovi posti "ma potremmo anche sbagliarci per difetto. Sono almeno due decenni che il Paese è bloccato - ha proseguito - e c'è una responsabilità diffusa, forse anche dei sindacati. Io sono a favore di qualunque dialogo con chiunque sia d'accordo con questa semplice regola: il Paese va sbloccato altrimenti rischiamo grosso". Per lo sgravio contributivo triennale per i contratti a tempo determinato, il ministro ha detto che "le risorse mobilitate sono relative a un tetto di usufrutto che equivale a 1.200 euro netti. Mi rivolgo agli imprenditori. Ci sono sgravi molto significativi, lo ha detto anche Squinzi. Adesso investite e create occupazione".
"Con la Legge di Stabilità - dice Padoan - ci perde tutta la fascia di persone che ha lucrato sugli sprechi. Chi ha lucrato sulle rendite smetterà di guadagnarci. Smetteranno di guadagnarci gli evasori fiscali. Che pagheranno mentre non hanno mai pagato''. ''L'adeguamento (della tassazione) sui fondi pensione - prosegue il ministro - è inferiore ad altre categorie. Si collega a una filosofia di adeguare il trattamento ai valori medi europei. Non stiamo svantaggiando i fondi pensione''.
 

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