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Il personal branding e la ricerca New Norms@Work

C’è stato un tempo in cui un’energica stretta di mano, una bella parlantina e la rubrica piena di contatti erano fondamentali per il successo professionale. Adesso, in base ai risultati della ricerca “New Norms @Work”, divulgati da LinkedIn, la più grande rete professionale su Internet al mondo, l’asset più importante, per ‘fare bella figura’ e rassicurare chi si ha intorno della propria abilità sul campo, sembra essere il personal branding.

Il personal branding e il suo valore nel mondo del lavoro

Il personal branding è l’immagine che si trasmette di se sia off che online, nel proprio ambiente lavorativo come a casa, e coinvolge tutte le abilità del professionista, anche quelle che a prima vista potrebbero essere considerate poco significative sul posto di lavoro. La ricerca “New Norms @Work” illustra in che modo i professionisti di tutto il mondo stiano ridefinendo i propri brand professionali per adattarsi al nuovo mondo del lavoro, sia online che sul campo.
“Le norme a cui attenersi sul luogo di lavoro continuano a cambiare con l’evolversi delle culture, dei settori e delle generazioni. L’unica costante è l’importanza di realizzare e consolidare un brand professionale forte”, ha affermato Marcello Albergoni, Head of LinkedIn Italia. “La nostra ricerca dimostra che oltre alla presenza online, ci sono molte altre componenti di cui i professionisti devono tenere conto quando definiscono il loro brand professionale, tra cui il modo in cui si vestono, come condividono le loro opinioni e le precedenti esperienze lavorative”. Oggi LinkedIn conta oltre 350 milioni di uteti nel mondo in oltre 200 Paesi. Tra i suoi obiettivi, vi è quello di creare opportunità economiche per ognuno dei 3,3 miliardi di persone che compongono la forza lavoro globale. 

 

Ecco gli aspetti emersi dalla ricerca "New Norms@Work":

  • Il dress code sul luogo di lavoro

Anche se in molti ambienti lavorativi ormai è ammesso un abbigliamento più casual, i professionisti continuano a vestirsi in maniera adeguata alla loro posizione. Per prepararsi per una giornata di lavoro, il 14.6% degli italiani impiegano lo stesso tempo che dedicano a prepararsi per uscire la sera mentre il dato internazionale è inferiore (9.8%) e il Giappone si posiziona come ultimo (2.8%). Se in Giappone si tende ad avere un armadio separato per abiti da lavoro e per il tempo libero nel 67.6% dei casi e in Germania nel 64.1% dei casi, solo il 44.5% degli italiani hanno questa esigenza. In Italia il 24.7% delle donne lavoratrici ritengono di essere giudicate maggiormente per quello che indossano al lavoro, ma solo il 0.9% di loro vengono riprese sul posto di lavoro per un abbigliamento sconveniente.

  • Esprimere le proprie opinioni sul luogo di lavoro

Se si analizza il comportamento dei lavoratori italiani, sarà possibile trovare la categoria degli ‘yes employee’, ovvero coloro i quali tendono ad assecondare il capo senza mai mettere in discussione le sue opinioni. Dalla ricerca emerge che questo dato ha un divario significativo tra generazioni: il 58.1% dei lavoratori tra i 18 e i 25 anni si considera un yes employee, mentre è di quasi dieci punti percentuali in meno nella fascia di lavoratori 55-65 anni (47.3%), per poi subire un picco nella fascia +60 anni (66.7%). A livello internazionale questo divario tra generazioni è addirittura maggiore: la fascia 18-25 anni si considera yes employee nel 57.8% dei casi mentre la fascia 55-65 anni solo nel 31.9%; cade in picchiata, se comparata al dato italiano, la percentuale di yes employee nella generazione +60 anni 26.2%.

  • La verità sul luogo di lavoro

Un brand professionale immacolato è estremamente importante per i moderni professionisti. In base ai risultati dello studio di LinkedIn, oggi i professionisti sono disposti a fare qualsiasi cosa per proteggere la loro reputazione, anche se questo vuol dire essere disonesti. Non è questo il caso degli italiani: mentre il 53.2% dei lavoratori internazionali dichiara che se fosse licenziato dalla propria azienda si adopererebbe per nascondere questa informazione, in Italia ben il 51% sarebbe onesto su quanto accaduto senza insabbiare la cosa. 

  • Curare il proprio profilo sul luogo di lavoro

Nell’attuale era digitale, molto spesso è dalla foto del profilo di un professionista che si ricava la prima impressione. Analizzando i diversi settori, emerge che i professionisti su LinkedIn che operano nel campo del recruitment, della moda, dei beni di lusso e nel settore alberghiero tendono a cambiare la loro immagine del profilo più spesso rispetto alla media. Non a caso, gli esponenti della cosiddetta Generazione Y sono quelli che cambiano più spesso l’immagine del profilo, diventando il gruppo demografico più visualizzato su LinkedIn.

New Norms @Work: un confronto a livello internazionale

Da un confronto globale tra i 19 paesi che hanno partecipato allo studio è emerso che il valore attribuito al brand professionale nei vari paesi è simile, con alcune differenze tra i mercati:
• A livello globale, più di un quarto dei professionisti ha affermato di sentirsi motivato quando i colleghi discutono dei successi ottenuti sul luogo di lavoro.
• In tutti i mercati un quarto degli intervistati ammette che le donne vengono giudicate maggiormente per quello che indossano al lavoro.
• In India, un quarto dei professionisti con un’occupazione a tempo pieno ha affermato di indossare più frequentemente un completo o un abbigliamento formale per andare al lavoro, in confronto al solo 3% dei colleghi in Svezia.
• L’Indonesia ha la percentuale più elevata (51%) di professionisti che curano attentamente l’immagine del proprio profilo, in confronto al solo 4% in Giappone.
• I professionisti danno voce alle loro opinioni a livello globale. Alla domanda su quale sia la prima cosa che farebbero oggi, rispetto agli inizi della loro carriera, più della metà dei professionisti di tutto il mondo ha affermato che non avrebbe problemi ad affrontare il proprio responsabile, esprimendo chiaramente la propria opinione, mettendo in discussione le idee altrui e così via.

Informazioni sullo studio di LinkedIn e Censuswide New Norms@Work

Nel mese di aprile 2015, LinkedIn ha stretto una partnership con Censuswide per intervistare più di 15.000 professionisti a tempo pieno in tutto il mondo. I partecipanti al sondaggio, con un’età compresa tra i 18 e i 66 anni e oltre, sono stati intervistati in 19 paesi, tra cui Stati Uniti, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Italia, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Regno Unito, Singapore, Spagna e Svezia, per scoprire le nuove e inaspettate tendenze della cultura d’ufficio e comprendere meglio in che modo i professionisti con un’occupazione a tempo pieno si vedano attualmente e stiano ridefinendo il loro brand professionale per adattarsi al moderno luogo di lavoro.

#WorkSelfie: la guida di LinkedIn per lo scatto perfetto 

Si dice sempre la prima impressione è quella che conta, ed è lo stesso nel momento in cui veniamo cercati on-line: il nostro primo biglietto da visita èl a foto del profilo. I dati LinkedIn hanno dimostrato che si ha 14 volte più probabilità di essere visto se si dispone di una foto del profilo. Proprio in tal senso, LinkedIn ha creato #WorkSelfie una vera e propria guida con una serie di consiglie suggerimenti, su come realizzare un selfie impeccabile sul luogo di lavoro.

 

I suggerimenti per un profilo LinkedIn vincente


Il curriculum: Impegnarsi a eliminare dal proprio profilo su LinkedIn le frasi fatte e i termini più in voga è un buon inizio. Evitare, però, di sostituirli con altri termini che potrebbero risultare altrettanto abusati è fondamentale. Per farlo bisognerebbe provare a inserire alcuni esempi che dimostrino chiaramente la propria motivazione. Quali risultati si sono ottenuti grazie alla motivazione? La motivazione personale ha aiutato a sostenere un programma? È possibile dimostrare la propria motivazione semplicemente caricando nel curriculum esempi significativi a dimostrazione dei risultati ottenuti con il proprio lavoro.

La foto del profilo: Esaminare attentamente la foto del profilo è importante. Essa, infatti, conta più di quanto non si pensi: un profilo con foto ha una probabilità 14 volte superiore di essere visualizzato. Quindi, assicurarsi che rappresenti al meglio dal punto di vista professionale la propria candidatura potrebbe essere decisivo per concretizzare un’opportunità lavorativa.

Il titolo del Profilo: E’ necessario mettere in evidenza le novità! Scrivere un titolo convincente che invogli le persone a leggere il proprio profilo, infatti, offre maggiori possibilità di business. Ad esempio, se si è alla ricerca di un'opportunità professionale, scriverla nel titolo potrebbe rappresentare un ottimo metodo per farsi notare.

Il lato buono: Quale modo migliore per dimostrare di essere una persona “motivata” se non quello di includere le esperienze di volontariato e le cause importanti che si sono sostenute e che si sostengono? Anche questo può giocare a proprio favore. Il 41% dei professionisti intervistati da LinkedIn negli Stati Uniti, per esempio, ha affermato di considerare le esperienze di volontariato al pari di quelle di lavoro retribuito, ai fini della valutazione dei candidati.

Valorizzate le competenze: Esporre le proprie competenze nel profilo aumenta di 13 volte le probabilità che il profilo venga visualizzato su LinkedIn. L’elenco delle proprie competenze rappresenta in modo semplice e sintetico il proprio brand professionale. Per essere sicuri di comparire nei risultati di ricerca e di offrire un quadro completo di tutto quello che si è capaci di fare, è necessario inserire anche le competenze di nicchia insieme a quelle di alto livello.

Fare parlare i propri sostenitori: Fare in modo che siano le referenze di colleghi ed ex colleghi a parlare del proprio brand professionale è il modo migliore in cui vengono forniti esempi specifici di alcuni risultati che si sono ottenuti grazie al tipo di competenza che si desidera evidenziare. Per saperne di più sullo studio condotto da LinkedIn sulle espressioni più utilizzate nel 2014 si può visitare il blog di LinkedIn.

Un profilo LinkedIn ad hoc per studenti e neolaureati:

-Scrivi un titolo ricco di contenuti per il tuo profilo: Il titolo deve essere un breve slogan professionale che rimanga subito in mente. Ad esempio, “Studente in corso di laurea specialistica in cerca di un’opportunità nel marketing”. Prendi spunto dai profili degli studenti e degli ex allievi che ammiri di più.

-Scegli una foto appropriata: LinkedIn non è Facebook. Carica una foto di alta qualità (con una foto, il tuo profilo ha sette volte più probabilità di essere visualizzato) in cui compari da solo, vestito in modo professionale. Evita fotografie scattate alle feste, animali o personaggi dei fumetti! 

-Dai prova della tua istruzione: Includi tutti gli istituti scolastici frequentati, di livello superiore e inferiore, i corsi e gli studi all’estero o i programmi estivi. Non essere timido: LinkedIn è l’occasione migliore per mettere in evidenza la media dei voti, punteggi dei test e specializzazioni o riconoscimenti ottenuti. 

-Metti a punto una breve descrizione professionale: La sezione di riepilogo è come i paragrafi introduttivi della tua miglior lettera di presentazione: deve essere concisa ma al tempo stesso estremamente chiara sulle qualifiche e gli obiettivi. Deve includere anche gli incarichi svolti e le attività extracurriculari più importanti.

-Individua le parole chiave da usare nella sezione “Competenze ed esperienze”: Questa sezione è il posto giusto in cui includere le parole chiave e gli slogan che possono attirare l’attenzione di chi si occupa di selezione del personale. Trova quelle più accattivanti nelle offerte di lavoro che potrebbero interessarti e nei profili degli utenti che ricoprono posizioni simili a quelle a cui aspiri.

-Aggiorna regolarmente il tuo stato: La pubblicazione di aggiornamenti frequenti ti permette di rimanere in vista all’interno della tua rete di contatti e di consolidare la tua immagine professionale. Menziona progetti, articoli, pubblicazioni professionali o eventi a cui prendi parte. Ricordati che i responsabili della selezione del personale tengono d'occhio i tuoi feed!

-Esibisci la tua rete di contatti: I gruppi di cui fai parte compaiono nella parte inferiore del tuo profilo. L’adesione a determinati gruppi dimostra la tua disponibilità a entrare in contatto con le comunità professionali e ad apprenderne il gergo. Comincia con i gruppi universitari e del settore.

-Raccogli diverse referenze: I profili migliori hanno almeno una referenza per ogni posizione ricoperta. I responsabili della selezione del personale sono particolarmente colpiti dalle referenze dei tuoi diretti responsabili.

-Crea un URL personalizzato per il tuo profilo LinkedIn: Per aumentare i risultati professionali che compaiono quando il tuo profilo viene cercato online, imposta il tuo profilo LinkedIn su “pubblico” e crea un URL personalizzato (ad esempio, www.linkedin.com/in/iltuonome).

-Condividi il tuo lavoro: Nel tuo profilo puoi anche aggiungere esempi concreti di quello che hai scritto, dei tuoi lavori di progettazione o di altri risultati ottenuti condividendo file di documenti o contenuti multimediali avanzati. Quale modo migliore per “vendere” le tue competenze che mostrare ai tuoi potenziali datori di lavoro esattamente quello che sei in grado di realizzare?
 

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