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Il regime forfettario: ecco come funziona

La legge di stabilità 2015 ha introdotto il nuovo regime forfettario, destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni. Tale regime, applicabile dal 1° gennaio 2015, è stato successivamente modificato dalla legge di stabilità 2016. In sintesi, il regime forfetario prevede rilevanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili, e consente, altresì, la determinazione forfetaria del reddito da assoggettare a un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste, nonché di accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese.

Per poter accedere al regime forfettatio si devono rispettare alcuni presupposti:

- non aver sostenuto spese per collaboratori superiori ai 5 mila euro lordi;                                        - non superare 20 mila euro lordi di costi per ammortamento di beni strumentali.

In base a quanto previsto, il regime agevolato prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva Irpef e Iva al 5% per i primi 5 anni, che passa al 15% a partire dal sesto anno. Il soggetto incontabilità forfettaria non è soggetto a ritenuta di acconto e non è tenuto a versarla.

Per quanto riguarda l’Inps, i forfettari possono aderire a due diversi regimi contributivi:

-ordinario, con aliquota del 27.72% (2016)

-agevolato, il quale prevede il minimale ridotto del 35 % della gestione artigiani e commercianti e la cui adozione è da comunicare entro il 28 febbraio di ogni anno.         

Per ogni attività c’è una soglia ed un coefficiente di redditività. Di seguito una prima schematizzazione in cui riportiamo, nell’ordine, il tipo di attività qualificata in base al codice ATECO, il limite massimo di fatturato ed il coefficiente di redditività:

• Industrie alimentari e delle bevande – 45.000 – 40%

• Commercio all’ingrosso e al dettaglio – 50.000 – 40%

• Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande – 40.000 – 40%

• Commercio ambulante di altri prodotti non alimentari – 30.000 – 54%

• Costruzioni e attività immobiliari – 25.000 – 86%

• Intermediari del commercio – 25.000 – 62%

• Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione – 50.000 – 40%

• Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi – 30.000 – 78%

• Altre attività economiche – 30.000 – 67%

Al contrario, non sono ammessi al regime forfettario i titolari di partita Iva nei seguenti casi:

 regimi speciali Iva;

 soggetti residenti all’estero e che non producono almeno il 75% del reddito in Italia;

 soggetti che effettuano attività di compravendita di terreni edificabili, fabbricati o veicoli nuovi.

Oltre alla casella Pec, il soggetto deve munirsi di apposita Firma Digitale recandosi di persona presso la Camera di Commercio o tramite intermediario presentando il Codice Fiscale, un Documento di riconoscimento in corso di validità e un indirizzo mail.                                                                                        

Per interagire con gli enti preposti si hanno quattro possibilità:

1. Sistema pubblico di identità digitale (SPID),(si puo' accedere anche da casa).

2. Agenzia delle Entrate: è necessario richiedere le credenziali di accesso tramite sportello ADE.

3. Inps, si possono chiedere le credenziali tramite il servizio apposito.

4. Smartcard (Carta Nazionale dei Servizi). Permette l'accesso a vari servizi Internet. E' necessario dotarsi di un lettore di smart card da collegare al pc. 

Per appronfondire vedi sito Agenzia delle Entrate

 

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