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"Io vi accuso": così le banche soffocano le famiglie e salvano il sistema

Il sistema bancario, specie dopo la crisi del 2008, è stato messo più volte sotto osservazione da parte degli economisti, e, specie nel tessuto imprenditoriale italiano, fatto da piccole e medie imprese, circa 5 milioni in totale,  il loro ruolo risulta centrale come motore alla crescita economica. Nel suo  libro edito da Chiarelettere "Io vi accuso", Vincenzo Imperatore, sostiene che "per preservare il sistema e non saltare in aria a causa dei lori bilanci alterati, gli istituti di credito hanno bisogno di nuove fonti di arricchimento. Una volta messa in atto la stretta creditizia, che sta uccidendo la maggioranza delle aziende, a cui sono stati chiusi i rubinetti della liquidità, la strategia di raccolta del risparmio delle banche ha cominciato a concentrarsi su una lista di categorie protette, pochi ma fondamentali clienti d'oro, che fanno girare soldi, molti soldi".

Questa è la premessa alla base dello scritto che, attraverso decine di documenti interni al modo bancario e confidenze di alcuni dirigenti, vuole sottolineare come le banche abbiano interesse a proteggere solo chi garantisce loro la circolazione di capitali; che le banche sono " delle agenzie immobiliari capaci di far svendere le abitazioni dei clienti sul lastrico  per far guadagnare anche i ricchi speculatori immobiliari già loro correntisti".

Ma come reagire alla situazione di forte crisi che le imprese italiane si trovano a dover affrontare? Secondo l'autore valide alternative sono rappresentate ad esempio puntando su nuove figure professionali come il Chief financial officer, un direttore finanziario "a noleggio" per un periodo di medio lungo termine, che è fuori dalla logica bancaria e che cura i soli interessi dell'imprenditore. Altra risposta può essere rappresentata dalla Supply Chain Finance, un sistema che auto-finanzi in modo intelligente filiere di subfornitori, fornitori e grandi clienti, con un livello di rischio attenuato da flussi commerciali veri e non finanziari". Altre opportunità, secondo Imperatore, sono rappresentate dai minibond, che permette alle imprese di emettere titoli di debito a favore di investitori qualificati permettendo, in tal modo di diversificare la fonte dei loro finanziamenti, e ridurre la dipendenza dal sistema bancario; ma anche il crowdfunding, il finanziamento dal "basso" e il peer to peer, il prestito tra privati potrebbero essere delle valide alternative. A tali strumenti, secondo l'autore, andrebbe aggiunto l'utilizzo del whistleblowing, che consiste nel denunciare un illecito nell'ambito del proprio luogo di lavoroTutti strumenti volti a rincorrere un unico obiettivo:  far rinascere il grande potenziale che l'impresa italiana rappresenta nel quadro economico internazionale.

Vincenzo Imperatore, classe 1963, è stato per ventidue anni manager di importanti istituti di credito nelle piazze principali del Meridione. Dal 2012 ha scelto la strada della libera professione fondando la società di consulenza InMind Consulting specializzata nel banking e nella gestione delle piccole e medie imprese in difficoltà. Collabora, come opinionista, con quotidiani e riviste finanziarie e conduce un programma radiofonico di informazione economica.

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