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La discriminazione delle donne sul posto di lavoro: questione irrisolta

 La discriminazione delle donne sul posto di lavoro: questione irrisolta

I responsabili dell'azienda - che siano uomini o donne, non fa differenza - criticano con molta più probabilità le impiegate di sesso femminile poiché ritengono il loro atteggiamento troppo aggressivo, mentre i buoni risultati ottenuti dalle donne sono visti spesso come il frutto del lavoro di squadra: questo è quanto emerge da una ricerca condotta dal’ Istituto Clayman per la ricerca di Genere della Stanford University sulla discriminazione delle donne sul posto di lavoro. Al contrario, nel caso di un dipendente di sesso maschile, i capi frequentemente fanno notare come siano state le sue doti individuali a farlo emergere.

A riportare la notizia è il Wall Street Journal, che sottolinea come la ricerca, ancora non conclusa, mostri come le donne abbiano ricevuto 2,5 volte di più degli uomini, commenti sullo stile comunicativo giudicato aggressivo, con frasi del tipo: "Quando parli sei indisponente". Le donne sono descritte come "collaborative" e "utili" in misura doppia rispetto agli uomini, e le descrizioni che riguardano dipendenti di sesso femminile contengono il doppio dei riferimenti - sempre rispetto ai dipendenti maschi - circa agli obiettivi raggiunti dalla squadra piuttosto che grazie alla capacità individuale.

"Gli stereotipi formano le nostre percezioni di competenza. Noi consideriamo le donne ad un livello superiore nelle valutazioni, e anche le donne tendono a valutare se stesse in un paramentro più alto", dice Caroline Simard, direttore della ricerca presso l'Istituto Clayman.Tali pregiudizi nascosti potrebbero alla fine portare ad uno "svantaggio cumulativo sulla carriera di una donna nel corso del tempo, con conseguente minore accesso a posizioni chiave di leadership e avanzamenti di carriera”.
I sociologi stanno ancora cercando di comprendere esattamente perché questi pregiudizi di genere persistono-e come combatterli. Un motivo importante è che molte aziende utilizzano criteri vaghi, piuttosto che misure specifiche di gestione, per valutare le prestazioni dei dipendenti.
Molte aziende stanno lavorando in questo senso, tra cui Google Inc.,Facebook Inc. e Dow Chemical Co., che hanno intensificato gli sforzi per aumentare il numero delle donne nel loro personale.

La Microsoft ad esempio, ora richiede a tutti i dipendenti di prendere parte ad un programma di formazione annuale per educarli sugli stereotipi di genere.
Negli ultimi due anni, l’azienda VMware invece, ricorda ai responsabili degli uffici, di evitare di descrivere le performance positive delle donne come il risultato di eventi favorevoli esterni o come frutto della semplice fortuna.
Tali linee guida hanno portato ad una maggiore consapevolezza sui pregiudizi di genere, anche se è troppo presto per dire se abbiano aumentato la quota di donne che hanno ottenuto una promozione.

Tale ricerca, secondo il Wall Street Journal, avrà l’effetto di combattere quello che in inglese viene chiamato "gender bias", e cioè l'approccio anche inconsciamente discriminatorio nei confronti delle dipendenti donne.

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