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L`azione dell`Ocse per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale italiano

In Italia le piccole e medie imprese rappresentano sono il 99,9% delle imprese, rappresentano l’80% dell’occupazione e il 67% del valore aggiunto, tra le quote maggiori dell’area Ocse. Tali dati, come ci illustra Sergio Arzeni, Direttore del Dipartimento imprenditorialità, PMI e sviluppo locale dell’OCSE ci fornisco una quadro molto chiaro su quanto il tessuto imprenditoriale italiano sia ricco di potenzialità. Proprio in tal senso, l’Ocse ha messo in campo una serie di strumenti volti a favorire l’imprenditorialità e lo sviluppo delle piccole imprese, come la creazione di uno studio sull’accesso al credito. La situazione a riguardo risulta molto seria, perché il sistema creditizio verso le Pmi, non ha ripreso a funzionare ai livelli pre-crisi.
Altra problematica è rappresentata dai tempi di pagamenti alle Pmi, che mentre in paesi come Germania sono stati ridotti da 45 a 15 giorni, in Italia, si sono ulteriormente dilazionati.
L’Ocse ha creato, in collaborazione con l’Ue, un rapporto sull’imprenditorialità inclusiva, attraverso il quale si vogliono individuare quelle misure volte ad ampliare la possibilità per tutti di impegnarsi in attività imprenditoriali specie per giovani, donne anziani, immigrati.
Quello che in particolare denuncia Arzeni, è la mancanza di una figura come quella di un ministro delle piccole e medie imprese, presente invece in molti altri paesi e che rappresenterebbe un punto di svolta per la tutela del tessuto imprenditoriale italiano.
 

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