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Le 5 top skills per essere competitivi sul mercato del lavoro

La digitalizzazione sta portando da tempo ormai una forte evoluzione in tutti i mercati e in tutti i ruoli professionali; tuttavia, l’Italia mantiene una bassa posizione nel Digital Economy and Society Index 2017 dell’Unione Europea (25esimo posto) in seguito, in particolare, ai pochi risultati ottenuti nell’aggiornamento delle competenze.

L’urgenza di affrontare il cambiamento per seguire l’evoluzione del mercato e mantenere competitività è reale; a favore stanno intervenendo anche misure mirate come il credito di imposta previsto nella Legge di Bilancio 2018 per la formazione 4.0, ma come si può attuare un processo di innovazione efficace in azienda?

Secondo Intoo, la società di Gi Group leader nei processi di sviluppo e transizione di carriera, è necessario puntare sulla consapevolezza di tutta la popolazione aziendale - dagli operativi ai manager - rispetto ai requisiti richiesti dal proprio ruolo e su una attivazione del singolo per colmare eventuali gap rilevanti, rimanendo in linea con i piani di sviluppo aziendali.

“Bilanci di competenze e sessioni di assessment usati in modo integrato sono gli strumenti che aiutano a verificare l’impiegabilità delle persone e a renderle consapevoli della propria spendibilità, per poi proporre interventi formativi e attività di coaching e counseling mirati all’accompagnamento al cambiamento e in grado di essere recepiti velocemente da persone pronte e disponibili alla sfida – commenta Cetti Galante, Amministratore delegato di Intoo –. L’attivazione diretta e la motivazione dei singoli sono, infatti, pilastri strategici su cui innestare un cambiamento aziendale partecipato e di successo in un contesto di continuità evolutiva. Da non sottovalutare che le imprese, prima di rivolgersi all’esterno, hanno così il vantaggio di non disperdere il know-how tecnico maturato puntando su competenze che le persone non hanno agito nel contesto lavorativo, ma utili per il cambiamento”.

In questa prospettiva, per partecipare fattivamente all’evoluzione aziendale secondo Intoo, oggi, alle persone servono prima di tutto le seguenti 5 competenze soft, riconducibili a un mind-set generale, indipendentemente dal ruolo e dall’età, ovvero:

- Elasticità mentale per accogliere il cambiamento e la necessità di riallineamento continuo delle competenze alle nuove sfide; si intende la capacità di modificare i propri schemi comportamentali e cognitivi necessari ad affrontare e risolvere situazioni nuove, di adattarsi in modo positivo e costruttivo alle circostanze, di assumere posizioni e ruoli nuovi o variati per inserirsi in ambiti e contesti diversi da quelli abituali.

- Resilienza come capacità di essere caparbi nel perseguire il cambiamento continuo e adattarsi al medesimo, facendo fronte anche a situazioni difficili o negative e riuscendo a riorganizzare positivamente la propria vita riappropriandosi di un percorso di ripresa e sviluppo possibile. Si tratta di un processo dinamico e di costruzione che si attua nel corso dell’intera esistenza. 

- Proattività nel ricercare e perseguire soluzioni e risultati concreti e duraturi, percorrendo anche vie non consuete e superando difficoltà, nel canalizzare energie e nell’utilizzare idee ed azioni diversificate efficaci allo scopo, nell’agire e nel fornire contributi assumendosi la responsabilità che il ruolo richiede, allo scopo di migliorare o perfezionare i risultati della mansione, o di evitare problemi, o di trovare o creare nuove opportunità. 

- Orientamento al mercato, inteso come piena comprensione del proprio ruolo e di come evolve nel mercato, rispondenza alle esigenze organizzative, al clima, alle scelte e strategie aziendali, capacità di integrare obiettivi personali con quelli dell’impresa, della propria funzione e del gruppo e tendenza a ricercare e leggere i segnali del mercato come stimoli e opportunità di realizzazione professionale, eventualmente anche in altri contesti.

- Autoconsapevolezza come capacità di riconoscimento e valutazione delle proprie competenze, non strettamente tecniche, utili e spendibili in contesti vicini o affini; permette di ristabilire le motivazioni alla base delle proprie scelte, di riappropriarsi di una consapevolezza delle proprie capacità e delle proprie possibilità, dei limiti e degli sviluppi in una condizione di libera scelta e piena capacità di decisione.

“Affrontare in modo pragmatico il tema dell’impiegabilità o employability delle persone rientra in una cultura della programmazione che permette di evitare rallentamenti organizzativi e impatti sui costi – continua Galante –. Secondo l’approccio tipico dei servizi di supporto alla ricollocazione professionale, in questo modo si può favorire la transizione professionale delle persone all’interno dell’azienda, rigenerandole e rimotivandole. Laddove non ci fosse questa possibilità, queste stesse analisi creano le condizioni per supportare al meglio nella trasformazione necessaria anche coloro che dovessero ricollocarsi esternamente”. 

 

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