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Le donne e la gestione del risparmio

 Le donne e la gestione del risparmio
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Il 21% delle donne (a fronte del 5% degli uomini) dichiara di non avere un conto corrente personale e il 9.1% neanche uno familiare. Il 63% delle donne dichiara di percepire un reddito, rispetto all’85% degli uomini, che è più basso rispetto alle figure di riferimento maschili (il padre, il compagno). Le donne inoltre esprimono anche un minor interesse in ambito finanziario e solo il 50% si dichiara abbastanza o molto competente, rispetto al 68% degli uomini.
Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca realizzata dal Museo del Risparmio di Torino in collaborazione con Episteme, e con il sostegno di Intesa Sanpaolo: l’obiettivo è esplorare e misurare il grado di consapevolezza e padronanza della popolazione italiana femminile nella gestione del denaro.
In tale contesto il divario di conoscenza porta ad una minore capacità di risparmio, vissuto come pratica residuale più che come pianificazione (solo il 22.6% risparmia in modo regolare) e ad una minore propensione all'investimento (il 45% delle donne che risparmiano e prevalentemente in piccola parte).

Inoltre emerge da un lato uno sbilanciamento tra i generi per quanto attiene allo svolgimento delle mansioni accuditive e di cura e pulizia della casa, di cui si occupa la donna. Dall'altro le donne vedono ampliarsi lo spettro dei loro compiti, con l'assunzione di responsabilità e impegni prima tradizionalmente maschili (occuparsi della dichiarazione dei redditi, andare in banca e in posta, ecc.), ma nonostante ciò la donna risulta avere un ruolo marginale nelle decisioni importanti relative all’ambito economico finanziario, che risente ancora di un modello tradizionale di subalternità e dipendenza. 

Tuttavia, se questo è il quadro complessivo della popolazione femminile, si riscontrano eccezioni importanti e segnali emergenti positivi.   Le età, o meglio le tappe biografiche, scandiscono non solo la familiarità con i temi economici e il senso attribuito al denaro, inserendolo in una progettualità specifica, ma anche la capacità di rendere effettivi i propri progetti, stabilendo nuove priorità di vita e affinando le competenze.
In particolare i segnali più incoraggianti provengono dal target di 25-44enni che costituiscono un segmento molto più evoluto, per emancipazione economico-lavorativa e allineamento alle conoscenze e ai comportamenti degli uomini.  Inoltre, rispetto al resto del campione femminile, le laureate hanno maggiore:

− confidenza con i temi economici (conoscenza e aggiornamento); 
− capacità di intervenire nelle scelte familiari circa la gestione economica;

− propensione al risparmio e all'investimento; 
− attitudine al consumo di qualità.

Le appartenenti a questo segmento sono infine le più interessate alla formazione in ambito economico (anche più del totale uomini).

Il concetto di risparmio

Spendere bene, togliersi qualche sfizio, essere pronte a qualsiasi evenienza: sono questi i tre significati più diffusi attribuiti al risparmiare, quindi il concetto più prossimo al risparmio sembra essere quello della ricerca della qualità della vita, in una prospettiva temporale che guarda sì al futuro ma senza sacrificare il presente. 

Gli uomini dichiarano di risparmiare in misura leggermente superiore alle donne(e ne sono più soddisfatti), ma sono soprattutto quelli che maggiormente investono il denaro risparmiato.
Tra le donne quelle che risparmiano di più sono le giovani 25-34enni e le donne che vivono ancora con i genitori
▪ Tuttavia i segmenti che più risparmiano sono anche quelli che meno investono i risparmi (necessità di contanti per affrontare le prime spese e di costruirsi un piccolo patrimonio prima di investire).
▪ Tra le donne che investono si trovano infatti maggiormente le mature (45-54enni) e le donne che vivono con partner e figli.
Tra coloro che investono i propri risparmi le donne prediligono in maniera significativa l'acquisto di polizze assicurative (confermando un'attenzione alla gestione dell'imprevisto maggiore degli uomini)
▪ Il divario maggiore tra uomini e donne emerge in maniera significativa nella scelta (o non scelta) dei prodotti finanziari rischiosi per antonomasia come le azioni.

In alto a destra è possibile scaricare la ricerca completa

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