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Lo Scec: la moneta che crea comunità

Il termine Scec è acronimo di "solidarietà che cammina" ed è un mezzo per acquistare beni e servizi all'interno dei esercizi che aderiscono al circuito nato nel 2008, di Arcipelago Scec, come ci illustra il suo presidente Luca Vannetiello. Gli Scec sono la rappresentazione dell’atto di fiducia che gli associati si attribuiscono reciprocamente; ovviamente si usano solo insieme agli Euro; rappresentando una diminuzione della spesa, aumentano di fatto il potere di acquisto delle famiglie che partecipano al circuito di Arcipelago, ma soprattutto agganciano gli euro al territorio. Per motivi di praticità hanno un cambio di 1:1 con l’euro ( quindi uno Scec equivale ad un Euro ) ma, ovviamente, non sono convertibili. Al momento dell’iscrizione l’accettatore – ovvero il produttore, il commerciante, l’artigiano, il professionista – indica liberamente la percentuale di accettazione dei Buoni Locali, valore che si aggira solitamente tra il 5 e il 30% del prezzo del prodotto o del servizio. Percentuale che potrà variare in qualsiasi momento solo con una semplice comunicazione.Ogni associato, sia esso fruitore che accettatore, riceve, all’atto dell’iscrizione, cento Scec. L’obiettivo comune è rendere questa distribuzione periodica fino a divenire mensile. Ciò avverrà nel momento in cui il circuito locale sarà in grado di garantire e permettere una circolazione dei Buoni Locali costante e continuativa. Gli Scec si contano e si scambiano anche elettronicamente attraverso il ContoSCEC: i Buoni Locali elettronici diverranno una quota sempre più importante nella circolazione totale della ricchezza di un territorio, lasciando al cartaceo le funzioni di ordine sociale e lo scambio tra privati.

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