Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Ricchezza e povertà: la forbice si allarga

L'attuale crisi economica, ha allargato ulteriormente la forbice tra le fasce più ricche e quelle più povere, come ci illustra Giovanni Vecchi, professore di Economia all'Università Tor Vergata e autore del libro "In ricchezza e in povertà". Come il reddito, la ricchezza rappresenta una componente fondamentale del benessere degli italiani. Le stime della Banca d’Italia mostrano che – al netto dell’impatto dell’inflazione – fra il 1965 e il 2010 la ricchezza è aumentata di circa 7 volte. Fra il 1965 e il 2010 il rapporto ricchezza/Pil è circa raddoppiato, e questo significa che nella nostra società acquisisce sempre più importanza la ricchezza, che tipicamente si eredita, rispetto al reddito che tipicamente si produce. La ricchezza viene dal passato, mentre il reddito è prodotto nel presente: il fatto che stia sempre più aumentando la componente che riguarda il passato non è ovviamente un buon segno perché limita, per così dire, lo spazio che ci si può conquistare con il lavoro e l’attività di impresa. E’, insomma, un elemento che alimenta e spiega la persistenza della disuguaglianza economica. In tale contesto la povertà non trova, secondo Vecchi, la giusta attenzione da parte delle istituzioni che si interessano solo a quella relativa, che esprime la difficoltà nella fruizione di beni e servizi, riferita a persone o ad aree geografiche, in rapporto al livello economico medio di vita dell'ambiente o della nazione. e non a quella assoluta che indica invece l'incapacità di acquisire i beni e i servizi, necessari a raggiungere uno standard di vita minimo accettabile nel contesto di appartenenza.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo