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Robot e intelligenza artificiale: la visione di Richard Freeman

Le macchine possono "batterci" in vari ambiti, e a volte lo hanno già fatto, come ci illustra Richard Freeman è Ascherman Chair in Economics presso l'Università di Harvard,  e anche in tempi più rapidi rispetto a quanto inizialmente non fosse stato previsto. Ma l'uomo ha dalla sua una straordinaria versatilità. Non esiste, per ora, un robot che possa superare l'uomo in tutte le funzioni che quest'ultimo svolge. Ma nel tempo, il vantaggio comparativo dato dall'uso delle macchine potrebbe spingere l'uomo verso mansioni via via sempre più residuali. E questo comporterebbe senza dubbio dei problemi sul piano del lavoro e della distribuzione del reddito.

Già oggi l'introduzione dei robot può provocare cali di salari nelle aziende (anche se abbatte il costo dei beni prodotti). Forse la risposta in futuro verrà da una più forte ibridazione fra uomini e macchine, che consentirà di ottimizzare le capacità di entrambi. Mentre sul piano economico potrebbe venire dalla condivisione dei nuovi mezzi di produzione, i robot, appunto, con modalità simili a quelle che governano il mercato dei fondi pensione e dei fondi sovrani.

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