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Un Sud che innova e produce: la filiera abbigliamento-moda

La filiera manifatturiera italiana costituisce una quota rilevante dell’intero settore Tessile Abbigliamento Calzaturiero (acronimo TAC) europeo essendo il principale produttore e generatore di fatturato (36,4%), di valore aggiunto (35,3%) e di occupazione (24,2%). In termini di fatturato l’Italia vale più dei quattro principali stati europei della filiera messi insieme: 78,5 miliardi contro i 68,4 miliardi di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca realizzata da SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) dal titolo “Un Sud che innova e produce. La filiera abbigliamento-moda”, volume della collana di studi sui settori manifatturieri di punta del Mezzogiorno, come ci illustra Massimo Deandreis, direttore generale di SRM.

Accanto all’industria italiana TAC c’è il comparto “distributivo” della filiera che con un fatturato di quasi 62 mld di euro, posiziona il Paese al terzo posto in Europa, dopo il Regno Unito (70,5 mld. di euro) e la Germania (70,1 mld. di euro) paesi con una storica e ben radicata tradizione “di servizi distributivi”.

In Italia il Fatturato della filiera ammonta a 78,5 miliardi di Euro ed il valore aggiunto prodotto ammonta a 21,2 miliardi. Il contributo del fatturato del sistema moda al settore manifatturiero italiano è del 9%, analogo dato (9,7%) è per il valore aggiunto.
L’export italiano verso il mondo, del sistema moda, ammonta a 46,9 miliardi di euro; le aree di destinazione verso i paesi Extra UE 28 pesano per il 48,7%; il contributo dell’export “moda” all’export totale del manifatturiero Italia è del 12,3%.

In Italia il settore vanta oltre 85 mila imprese attive, gli occupati nel settore ammontano a 546 mila unità. Il peso delle imprese del sistema moda sul totale delle imprese manifatturiere in Italia è del 16,8%. Il peso degli occupati del sistema moda sul totale occupati manifatturieri è del 13,3%.

I distretti industriali rappresentano il 35,4% in termini di unità locali e il 45,6% in termini di addetti dell’intero sistema Moda italiano, percentuale che si attesta al 7,8% e al 7,4% rispettivamente se si considera l’intero manifatturiero.

La fieliera abbiliamento-moda nel Mezzogiorno

Nel Mezzogiorno le imprese attive della filiera abbigliamento sono quasi un quarto di tutte le imprese della filiera nazionale.

L’export del settore abbigliamento-m oda nel Mezzogiorno è pari al 5,9% dell’export Manifatturiero del Sud, valore non particolarmente elevato soprattutto perché le imprese del settore del Mezzogiorno sono prevalentemente “terziste” ossia lavorano come subfornitori di imprese del Centro Nord. Una componente quindi dell’export del Centro Nord incorpora produzioni del Mezzogiorno.

Senza il contributo del Mezzogiorno il posizionamento dell’Italia passerebbe nella classifica mondiale dal secondo al quarto posto per valore complessivo dell’export del settore Abbigliamento e Moda.

Le imprese che hanno costituito una rete d’imprese nel Mezzogiorno del settore abbigliamento moda, sono 67 pari al 17% del dato nazionale. I Distretti invece sono 9 su 42. Quello di San Giuseppe Vesuviano si configura come il più grande del Mezzogiorno.

Nel Mezzogiorno una componente rilevante è quella della Campania che si conferma come la Regione dove questo settore è più fortemente radicato e dove alcuni indicatori sono anche più elevati della media nazionale.

In Campania il Valore Aggiunto del settore sul totale manifatturiero è del 10,1% dato superiore a quello nazionale (9,7%) e quello medio del Mezzogiorno (8,3%).
Anche su altri indicatori, come Fatturato (10,5%), Export (12,4%) e occupati (16,2%) i valori della Campania in rapporto al settore manifatturiero nel suo insieme sono superiori a quelli medi nazionali e del Mezzogiorno.
 

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