Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Wef, Global Gender Gap: l`Italia perde 32 posizioni dal 2016

 Wef, Global Gender Gap: l`Italia perde 32 posizioni dal 2016
scarica il pdf dell'articolo scarica il pdf

Il divario di genere è una questione sempre fortemente sentita, e sulla quale ancora molto vi è da attuare a livello globale, come emerge dai dati del Global Gender Gap Report 2017 realizzato dal World Economic Forum: il rapporto classifica 144 paesi sulla base della loro capacità di colmare il divario di genere in quattro aree fondamentali: la partecipazione economica e le opportunità, l'istruzione, la salute- aspettative di vita, e il potere politico.

In tale contesto l’Italia si posiziona all'82 esimo posto su 144 posizioni complessive, perdendo 32 posizioni rispetto al 2016 dove invece si era classificata al 50esimo. Un aspetto sulla quale l’Italia rivela particolare criticità, è rappresentata dal salario, che la vede posizionata al 103esimo posto: gli uomini guadagnano più delle donne. Altro punto che emerge è che ogni giorno, una donna lavora 512 minuti contro i 453 degli uomini; la disoccupazione è più alta tra le donne (12,8% contro il 10,9%) così come le persone senza lavoro scoraggiate (40,3% contro il 16,2% degli uomini).
Inoltre il 61,5% delle donne che lavorano in Italia non vengono pagate per niente o non adeguatamente, contro il 22,9% degli uomini. 
L’Italia è all'89 esimo posto come partecipazione alla forza lavoro e al 103esimo posto per salario percepito (gli uomini guadagnano di più delle donne). Per quanto riguarda l'istruzione, l'Italia si posiziona al 60esimo dal 27esimo posto del 2006: questo perché ci sono più bambine che bambini che non vanno a scuola, e anche nell'uso di Internet c'è uno scarto a vantaggio del mondo maschile. 

E a livello globale? Sui 144 paesi presi in esame, l'Islanda si conferma al primo posto nel quale il divario è all'88%. Segue Norvegia, Finlandia, Ruanda, Svezia, Nicaragua,  Slovenia, Irlanda, Nuova Zelanda , Filippine.  Gli Usa perdono posizione e arrivano al 49esimo posto mentre Cina, India e Giappone si collocano rispettivamente al 100esimo, 108esimo e 114esimo posto.


ll divario di genere, spiega il Wef, è al 68% e si è comunque allargato. Con questi ritmi, ci vorranno 100 anni per colmarlo rispetto agli 83 stimati lo scorso anno: si tratta di una stima fatta a livello globale, come media tra i 61 anni dell'Europa occidentale e i 168 anni nel Nord America. Eppure, segnala il Wef, se si colmasse la parità di genere il Pil del mondo aumenterebbe di 5,3 miliardi di dollari. 

Nel 2017 non dovremmo vedere passi all’indietro della parità di genere. L'uguaglianza di genere è un imperativo morale ed economico. Alcuni paesi lo capiscono e stanno ora vedendo i risultati dalle misure proattive che hanno intrapreso per affrontare le loro lacune di genere ", ha dichiarato Saadia Zahidi, responsabile dell'istruzione, del genere e del lavoro, del World Economic Forum.

 

Tags

Condividi questo articolo